21 aprile 2019

Amore e altri rimedi - film USA

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Con Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal, “Amore e altri rimedi” – titolo originale: “Love and Other Drugs”“ – è una storia d’amore tendenzialmente drammatica, ma con sfumature originali rispetto ad altre commediole americane. Merito forse di due attori di tutto rispetto, l’intreccio cattura lo spettatore, che si trova coinvolto nelle vicende per niente banali dei due protagonisti.

Love and other drugs

Gyllenhaal interpreta Jamie Randall, un giovane brillante, all’apparenza sicuro di sé, che si barcamena tra un lavoro e l’altro, con un certo successo, ma mai davvero soddisfatto.

 Jamie è il classico “bad boy”,  la cui personalità prorompente si riflette nel suo successo con le donne. Allontanato dall’ultimo impiego in un negozio di tecnologia per una bravata – con la moglie del proprietario, mica la prima che capitava-, si lancia nel mercato farmaceutico come rappresentante.

I periodi di stenti da principiante durano poco, la sua scioltezza e inventiva gli permettono di inserirsi bene nell’ambiente – anche qui c’è lo zampino dei suoi occhini blu e del suo fisico scultoreo, per dirla tutta -.


La svolta? Un incontro fortuito con una ragazza, Maggie (Anne Hathaway), una 26enne con il morbo di Parkinson, in cura in un centro medico che Jamie assedia per lavoro. Non è amore a prima vista, ma uno scontro a muso duro, che, senza troppi ghirigori e musichette da filmetto rosa, finisce con un incontro sessuale.

I due si frequentano assiduamente, ma lei è totalmente restia a qualsiasi legame profondo. La situazione è chiara: a lei sta bene che lui sia un “gentleman” dell’universo femminile, a lui non pesa che lei sia malata.


Entrambi con un carattere determinato, apparentemente freddo e cinico, lo spettatore si chiede chi sarà il primo a cedere alla tenerezza che si è insidiata prevedibilmente tra i due. Mentre Jamie riesce ad ottenere un nuovo farmaco – il Viagra, ai tempi appena proposto sul mercato -, Maggie dà i primi segni di cedimento nei confronti della malattia.

Scene divertenti sulla vendita della pillolina blu si alternano a momenti di tenerezza, profondità e dramma della coppia di protagonisti. Se dovessimo seguire il naturale svolgimento delle trame “rosa”, ci dovremmo aspettare un evento di rottura improvviso che divida la coppia, in attesa che dopo peripezie si ricomponga.

Questo non avviene: il rapporto tra Maggie e Jamie si logora lentamente, lei lo allontana senza troppi drammi e lui prosegue con la sua carriera.

 Si rincontreranno qualche tempo dopo, e il resto ve lo lascio immaginare…

In “Amore e altri rimedi” il regista Edward Zwick ha saputo mixare l’ironia e il dramma, senza mai scadere nel patetico o nelle romanticherie da diabete. E’ per certi termini un film crudo: è crudo il loro iniziale rapporto di solo sesso, è cruda l’idea del Parkinson che colpisce la protagonista di ventisei anni, è crudo il modo in cui Maggie vuole restare sola con il suo morbo, a costo di essere ancora più infelice.

 Nessuna “trivatina”, nessun personaggio macchietta, anche Jake Gyllenhaal, così esuberante e quasi sopra le righe all’inizio, diventa un personaggio sfaccettato e profondo.

 Un film dal retrogusto drammatico che lascia però lo spettatore a cuore leggero sul finale. Niente male!


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