21 aprile 2019

Benvenuti al Nord (2012) – con Claudio Bisio e Alessandro Siani

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“Benvenuti al Nord”, nelle sale da metà gennaio, è il seguito del campione d’incassi “Benvenuti al Sud”, uscito lo scorso anno. La pellicola, ispirata al film francese “Bienvenue chez les Ch’tis”, vuole rappresentare in chiave comica le paure e le leggende – nutrite dai pregiudizi popolari – costruite nei confronti dei compatrioti.


Così come l’esperimento si prestava alla realtà francese, anche in Italia il gioco d’equivoci calza a pennello. Nel primo episodio era Claudio Bisio ad essere “retrocesso” e spedito dalla brianza a Castellabate – località della Campania -, e che si immergeva in un temutissimo Sud. Stavolta la storia si ribalta, a costo di essere banale, e prova a dare voce ai pregiudizi che le regioni più a sud hanno coltivato nei confronti del nord.

Benvenuti al Nord


I creatori del film si sono, in questo caso, lasciati prendere la mano, scadendo a volte nel delirante. La comicità sottile e ragionata si trasforma in un susseguirsi di scene demenziali, spesso poco connesse tra loro. Mancando una trama, un filone, il prodotto risulta inconsistente, le scene ironiche diventano una raccolta di sketch più che un complesso omogeneo.

Forse identificare i punti “deboli” di una piccola cittadina è più semplice che andare a ricercare dei cliché in una città come Milano, crocevia di razze e regionalismi, in cui il collante non è altro che una debole mentalità leghista. “A lavurà”, “ho fretta”, “la carriera è tutto” sono gli unici elementi su cui giocare l’intero film. La pellicola è davvero ricca, tanto ricca da essere addirittura pesante. Tante “trovate” infilate a forza tutte nello stesso calderone, diventano pesanti da digerire.

Benvenuti al Nord

 Il pericolo solo sfiorato nel primo episodio di rendere i personaggi delle macchiette, è in questo caso diventato realtà. Un peccato davvero, visto che, nonostante alcuni pregiudizi siano ormai logori e obsoleti, le diversità tra le regioni settentrionali e quelle meridionali sono ancora sentite.

Qualche risata, visto il livello degli attori, scappa. Questo può bastare per consigliare – anche se controvoglia – il film.

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