22 luglio 2017

Brexit: dissolvimento UE

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Si scrive Brexit e si legge dissolvimento UE. Lo scorso anno, proprio di questi tempi, si parlava della Grexit, cioè la possibilità di uscita dalla moneta Euro da parte della Grecia e dei suoi effetti circa la stabilità economica-politica dell’Istituzione Europa.

Bene, a distanza di 12 mesi nulla è praticamente cambiato, se non addirittura peggiorato. Per questo prossimo referendum in Gran Bretagna, già c’è un’aria molto pesante dettata anche da falsi “nazionalismi” che invocano alla guerra civile. Jo Cox è “soltanto” vittima di un meccanismo che è ormai fuori controllo, senza prospettive e senza una voce unica e comune. Le solite direttive tedesche e il nostro solito genuflettersi dinanzi alla Merkel & co. Anche se (a mio avviso) le paure di una Brexit mi sembrano alquanto spropositate, vista anche la solidità finanziaria ed economica, e comunque le conseguenze saranno circoscritte al territorio inglese, con un totale disastro dell’Europa da sfondo.



Ma come sta capitando con le sanzioni (dovute all’embargo) in Russia, con pesanti riflessi soprattutto per le aziende export-oriented, qualcosa di similare potrebbe anche lì accadere, ma è e sarà possibile risolvere solo tramite un sistema nuovo di cooperazione tra gli Stati membri dell’UE.

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