20 settembre 2018

Confindustria: tra le scarpe, le auto e la politica

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Spesso si dice, avanzando una tesi molto pericolosa, che la politica non ha senso di esistere e non ha alcun valore; con una simile esternazione si mette in pericolo non solo l’intero sistema politico (nella fattispecie quello italiano), ma anche l’intera “macchina Paese”.

Tra chi – vedi Della Valle – sostiene (pagando profumatamente l’inserzione pubblicitaria) che i politici possono andare a casa, e chi – vedi Marchionne – fa uscire la Fiat da Confindustria perché ormai la stessa fa solo politica, il pensiero degli italiani è sempre più confuso. Una confusione che va ben oltre il colore politico, e che potrebbe addirittura diventare pericolosa.


In tal fase, dunque, Confindustria, dovrebbe capire che una fazione politica può anche mirare a destabilizzare l’assetto politico-culturale-economico, ma che un organo preposto alla salvaguardia e alla crescita dell’economia e della finanza come la stessa Confindutria, faccia della visibilità e dell’importanza che ha una bandiera per remare contro, io credo che si stia esagerando un po’ troppo.


La questione, quindi, è molto delicata e deve essere analizzata con precisione, non ci si può più chiudere nel proprio credo politico, ma si deve guardare solamente agli interessi dell’Italia. Ecco perché i politici farebbero bene a lavorare tutti con maggiore rispetto, nel solo interesse del nostro Paese, senza chiedere le dimissioni di nessuno (sembrando un disco rotto) e senza eccessivi clamori mediatici su fatti e questioni personali.

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