20 settembre 2018

Coppa Italia: la Juventus è inarrestabile, strapazza la Roma e vola in semifinale.

Coppa Italia

 

 

Juventus – Roma  3 – 0

La Juve vince la il match secco dei quarti con la Roma e accede alla semifinale. Entrambe le squadre alla vigilia dichiaravano di tenere alla Coppa, e in campo lo dimostrano, con diversi momenti colmi di tensione. La Juventus si presenta con Storari in porta , sulle ali Exteberria e Giaccherini e in attacco Del Piero affianca il freschissimo ex Borriello, alla prima da titolare. Nella Roma formazione titolare con le assenze di De Rossi e Osvaldo entrambi per infortunio.


E”subito la Juventus che parte a ritmi altissimi e non permette alla Roma di impostare alcuna azione offensiva. Al quinto minuto i bianconeri concretizzano: Giaccherini elude il fuorigioco tentato dalla difesa romanista, entra in area dalla sinistra e trafigge il numero uno della Roma. Vantaggio meritato. La Roma non reagisce e la Juventus continua ad imporre il suo gioco, non lasciando ragionare gli ospiti. Il monologo bianconero porta al raddoppio al 30°. Del Piero tenta un passaggio centrale per Borriello, la palla carambola sul difensore tornando tra i piedi del capitano che fa partire un destro a giro sul secondo palo. Col suo marchio di fabbrica, la giocata che lo ha reso leggenda, Del Piero porta la Juventus sul due zero siglando il suo primo gol nello Juventus Stadium, che impazzisce di gioia al gol del suo capitano. La Roma subisce passivamente, non rendendosi mai pericolosa, solo Pjanic ci prova su punizione ma non ha fortuna. Il pallino resta in mano della Juve, mentre l’arbitro fa fatica a tenere le redini della partita con vari scontri sopra le righe, tre ammoniti nel solo primo tempo Estigarribia, Pjanic e Barzagli.

Nella ripresa Luis Enrique non effettua cambi, e il canovaccio non cambia, con i bianconeri che continuano il loro forcing d’attacco. Al 13° prima sostituzione giallorossa con Borini che entra per il fantasma di Bojan. La Roma tenta di farsi vedere in avanti con un tiro di Gago e un colpo di testa di Borini. Al 18° Borriello lascia il posto a Matri. Sono sempre i bianconeri che spingono: Estigarribia sulla sinistra fa praticamente ciò che vuole e al 21° viene atterrato da Simplicio,  che si becca il giallo, e viene immediatamente sostituito da Greco. La Roma è troppo nervosa e non riesce mai ad impostare il suo gioco. La Juve è pimpante e sembra avere molta più benzina dei rivali. Al 22° il nervosismo giallorosso è impersonato da Lamela che da terra scalcia Chiellini, rosso diretto per l’argentino, e fine delle minime speranze giallorosse di raddrizzare il match. Dopo pochi minuti Luis Enrique sostituisce anche Totti, appena ammonito per un fallaccio su Bonucci, co Perrotta, nella Juve standing ovation per capitan Del Piero sostituito da Quagliarella, e Giaccherini lascia il posto a Krasic, che un minuto dopo si fa ammonire per gioco scorretto. Il finale scorre come tutta la partita, il terzo gol della Juve è nell’aria con Quaglairella che colpisce la traversa. Al 90° è Kjaer, che  nel tentativo di anticipare Matri intercetta un traversone rasoterra di Quagliarella e  insacca  il proprio portiere, per il 3 – 0 che non ammette repliche.


La Juve stramerita il passaggio del turno dove affronterà la vincente di Milan – Lazio. Solo note positive per mister Conte, che si gode la sua squadra imbattuta in Campionato e in Coppa Italia. Da celebrare il ritorno al gol di Del Piero, ottima prestazione la sua, come quelle di Exteberria e del folletto Giaccherini. Per la Roma dopo la sontuosa vittoria col Cesena di domenica, di note positive non ce ne sono. Se certamente si sente tantissimo la mancanza di De Rossi a centrocampo, stasera i giallorossi non sono mai entrati in partita, creando praticamente nulla, con un Bojan lontano parente della giovane promessa che giocava accanto a Messi, e con una difesa speso sembrata impacciata. Ulteriore nota negativa sulla quale Luis Enrique deve intervenire, è la facilità con la quale i suoi giocatori si lasciano sopraffare dal nervosismo, l’espulsione di Lamela e il giallo di Totti ne sono l’esempio più lampante. C’è molto da lavorare per seguire le orme delle leggende catalane.

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