24 aprile 2019

Il sonnambulismo

sonnambulismo

Maggio 1987. Un giovane canadese si alza nel cuore della notte, prende la sua auto, passa qualche semaforo rosso e uccide sua suocera a coltellate, poi si risveglia e non ricorda nulla. Sarà assolto per sonnambulismo. Difficile crederlo, ma quando ci si trova in questo stato, tutto avviene come se il corpo funzionasse autonomamente. Per fortuna, al contrario di ciò che comunemente si pensa, la maggior parte dei sonnambuli si limita ad azioni più semplici e meno pericolose, come sedersi sul letto ed esegue gesti ripetitivi come l’atto di lavarsi e vestirsi.

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno caratterizzato da attività motorie automatiche semplici che, di norma, vengono svolte quotidianamente.

Generalmente si manifesta nella fase tre o quattro del sonno non Rem, e quindi nelle prime due, tre ore del sonno. La durata dei movimenti, raramente supera i cinque minuti.

La fascia di età maggiormente colpita dal sonnambulismo è compresa tra i 5 e i 12 anni (in media un bambino su 3). Normalmente il fenomeno scompare dopo l’adolescenza e diventa più raro negli adulti, riguardando solo una persona su 100. Nel caso in cui continui a manifestarsi in età adulta, gli specialisti collegano il fenomeno del sonnambulismo ad aspetti neurotici,


psicotici o nevrotici (isterismo).

Nel 2000, Claudio Bassetti, specialista del sonno, è riuscito per la prima volta a registrare quello che accadeva dentro al cervello di un sonnambulo. Il suo volontario, un adolescente di 16 anni, ha trascorso una notte munito di una serie di sensori intorno al cranio. Questo non gli ha impedito di aprire gli occhi e di camminare intorno al letto mentre gli scienziati potevano registrare la sua attività cerebrale. Si sono così accorti che si attivavano due zone deputate al controllo dei movimenti, che rimangono a riposo nei non sonnambuli.

Anche se le teorie sulle cause che provocano il sonnambulismo sono ancora discordanti, l’origine sembra provenire da un’ipereccitabilità della corteccia cerebrale che, da un lato impedisce il sonno profondo e dall’altro mantiene attivi i meccanismi di veglia e di sonno.

Da studi recenti è stato scoperto che la possibile causa del sonnambulismo sia un’alterazione genetica del cromosoma 20, ma il gene responsabile non è stato ancora identificato.

Le cause del sonnambulismo nei bambini, invece, sembra siano di natura psicologica e collegate al tentativo di elaborare le tensioni tipiche della loro età.

Il sonnambulismo è un disturbo e non una malattia, quindi può essere curato con farmaci mirati. In alcuni casi, tramite terapia psichiatrica è possibile risalire alla causa del disturbo.

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