22 gennaio 2019

La Camera Verde - “Giù la testa” di S. Leone.

giu la testa

1971

Di Sergio Leone

 

“Giù la testa” è il film di Sergio Leone che, seppur non avendo riscosso a suo tempo l’apprezzamento del pubblico (soprattutto se si paragona con altre pellicole girate dal regista; di certo più nazionalpopolari) è stato accolto dalla critica in maniera molto positiva.

Siamo nel 1916, nel bel mezzo della Rivoluzione Messicana, e il clima non può che essere quello di un epoca che sta morendo; il west, quello tradizionale con tutto il bagaglio che si porta appresso nell’immaginario comune, sta sfumando, già proiettato verso un nuovo capitolo storico.

I protagonisti della storia sono Sean Mallory (James Coburn) che è un irlandese trasferitosi in America con un passato nei moti rivoluzionari del suo paese d’origine, e Juan Miranda (Rod Steiger) un bandido che vive di piccole rapine ed espedienti con la sua banda (composta dal suo esercito di figli e dal suo vecchio padre).

A seguito del loro primo burrascoso incontro Juan scopre l’abilità di Sean nel maneggiare gli esplosivi e decide di proporgli un affare: mettersi in società e rapinare la banca di Mesa Verde, la più fornita del paese, miraggio e sogno per ogni buon fuorilegge che si rispetti. Ma gli interessi di Sean sono altri (nonostante il tutto rimanga avvolto nel mistero), più legati alle sorti rivoluzionarie; egli è infatti in stretti rapporti con un gruppetto di patrioti che stanno organizzando un’offensiva in larga scala fatta di vari attacchi di guerriglia.

Anche lui, assieme a Juan, condurrà un’azione; l’assalto alla banca di Mesa Verde per l’appunto.



 

A Juan la cosa sta bene: ogni mezzo è un buon mezzo se l’obbiettivo finale è l’oro della banca, anche il trovarsi impelagati nelle pericolose lotte rivoluzionarie. Ma egli non ha fatto i conti con gli imprevisti che si succederanno e che lo porteranno a diventare, suo malgrado, un eroe dei moti messicani.

Il film è una continua riflessione su cosa sia una Rivoluzione (in apertura appare a grandi lettere una citazione di Mao Tze Tung) e su ciò che la determina. Quindi il baratro che talvolta esiste fra le classi agiate e il popolo e la quasi ineluttabilità di questo stato di fatto, che in alcuna maniera può essere del tutto sovvertito, nonostante le parole e i proclami insurrezionali.

Così parla Juan Miranda rivolgendosi a Mallory intento a leggere un libro:

“Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: Qui ci vuole un cambiamento! e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono dietro un tavolo e parlano, parlano e mangiano, parlano e mangiano; e intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzioni!”

E Mallory in un tacito assenso scaglia nel fango il libro che stava leggendo: “The patriotism” di Bakunin

Colonna sonora di Ennio Morricone; meravigliosa come al solito.


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