22 marzo 2019

La Camera Verde - “La mosca” di D. Cronenberg.

La-mosca

1986

Di David Cronenberg

 

Altro film di Cronenberg molto significativo è “La mosca”, per una straordinaria interazione fra generi diversi (filosofico, horror, sentimentale, drammatico, ecc). Il protagonista della storia è Seth Brundle (Jeff Goldblum), uno scienziato di grande fama che è in procinto di mettere a punto una macchina per il teletrasporto.

Gli esperimenti procedono al meglio, (si riesce a teletrasportare un babbuino da un cilindro a un altro) e la vita di Seth sembra rivolta verso anni di fama e successo, non fosse per le sue gelosie derivate dal sospetto che la donna con la quale ha iniziato una relazione abbia riallacciato i rapporti col suo vecchio amante. In un momento di follia, amplificato anche dall’alcool, Seth decide di provare a teletrasportare se stesso, riuscendo nell’impresa, ma nell’istante in cui dà il via all’esperimento è presente con lui, nel cilindro, una mosca, e nel procedimento di teletrasporto il suo DNA (di Seth) verrà ricombinato con quello della mosca.

L’orrore che ne risulta crescerà con lo scorrere del film, e con la continua mutazione alla quale è soggetto Seth, sempre più somigliante a un insetto; dapprima ereditandone solo le peculiarità fisiche di forza, poi quelle estetiche e psicologiche. Questo fino al tragico finale (comunque, forse, non all’altezza del resto del film).


 

Appare evidente il rimando a “La metamorfosi” di Kafka, ma se in Kafka la metamorfosi sanciva una messa in atto della diversità denotante caratteristiche positive (dove Gregor, il protagonista del libro, mosca bianca nella sua famiglia e nella società, risultava essere una vittima contrapposta alla crudeltà del conformismo), in Cronenberg Seth è l’enfatizzazione dei problemi della società, il nonplusultra del suddetto conformismo, di un male che ha le sue radici nell’aggressività con cui la scienza e la tecnologia si rivolgono alla natura; stravolgendola nelle sue regole basilari e fondamentali.

Iniziano già a sentirsi i primi eco di una coscienza ambientale che proprio negli anni Ottanta cominciava ad affinarsi (volendo un po’ andare al di là di quelle che sono le peculiarità più evidenti del film).


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