21 aprile 2019

La lenta morte della formica zombie

formica zombie

Le formiche carpentiere, a causa di un fungo parassita che negli ultimi anni stà imperversando nelle foreste thailandesi, stanno lentamente morendo. Il fungo, infatti,  della specie Ophiocordyceps, colpisce le formiche che vivono nella volta arborea  della Thailandia attaccando il sistema nervoso, causa nell’insetto un comportamento anomalo che è però perfettamente funzionale alla riproduzione del fungo.

Studiosi e  ricercatori  analizzando al microscopio i corpi delle formiche,  hanno scoperto che il fungo cresce riempiendo lentamente il corpo e la testa dell’insetto, causando il lento e inesorabile disfacimento dei muscoli e delle fibre che li compongono.Servono dai tre ai nove giorni prima che la formica colpita si “trasformi” completamente anche se, all’inizio, la formica infettata continua a comportarsi normalmente, interagendo con le altre formiche e perfino nutrendosi.


Il responsabile della ricerca David Hughes, entomologo alla Pennsylvania State University dichiara che gli insetti una volta infettati sono un pò come chimere: in parte formiche, in parte fungo, infatti, con il passare del tempo, la parte fungale aumenta fino a che il comportamento delle formiche sfugge del tutto al loro controllo. La ricerca ha evidenziato anche che il fungo tende a uccidere l’ospite a mezzogiorno, anche se la ragione per cui questo accade rimane un mistero.

L’interazione fra insetto e fungo, secondo un articolo di Hughes e i suoi colleghi nel 2009, ad esempio, espone la sorprendente capacità del fungo di “dirigere” in modo specifico il proprio ospite. Le formiche “zombie”, a differenza di quelle sane che deviano di rado il proprio itinerario abituale lungo un albero, vagano senza meta finché le convulsioni le portano a cadere dalla volta arborea. Una volta cadute, le formiche restano sul fogliame del sottobosco, a una ventina di centimetri dal suolo: un ambiente ideale affinché il fungo possa riprodursi.


Dopo qualche giorno dall’infezione,  il fungo “obbliga” le formiche ad agganciarsi a una foglia a causa del distacco delle fibre muscolari all’interno della testa deputate all’apertura della mandibola. In questo modo la formica morente si attacca alla foglia e, anche dopo la morte, offre un luogo stabile al fungo che può così svilupparsi anche al di fuori della formica.

Qualche giorno dopo la morte, il fungo cresce attraverso la sommità della testa prendendo l’aspetto di un “palco di corna” sull’insetto. Lo stroma rilascia le spore che verranno raccolte, restandone infetta, da un altra formica di passaggio.L’intero processo, dall’infezione al rilascio delle spore, richiede dalle due alle tre settimane e la maggior parte delle formiche con il “palco” è stata individuata in ambienti con il 95% di umidità e temperature che si aggiravano fra i 20 e i 30 gradi centigradi.

 

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