27 maggio 2017

Legittima Difesa

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La chiamano “legittima difesa”, la chiamano paura, la chiamano naturale protezione.

Sicignano non voleva certo uccidere ma solamente proteggere la propria tana da balordi e criminali che ormai tengono in “ostaggio” la nostra serenità. Tralasciando i modi forse un po’ troppo bruschi, successivi all’accaduto e comunque del tutto comprensibili del pensionato esasperato, la questione è davvero molto profonda e non è riconducibile a mere ragioni di appartenenza politica. Non si deve stare dalla parte di Barabba, nascondendosi dietro falsi perbenismi, sempre e comunque, è ora di guardare in faccia la realtà.

Ma l’Italia si divide per tale questione ma è addirittura unita nell’appoggiare Valentino Rossi. La chiamano “legittima difesa”, la chiamano naturale protezione. Ma come, per Francesco Sicignano ci si divide e per Vale Rossi no? Nella fattispecie Rossi stava solo gareggiando ma è pur sempre un gioco, mentre Sicignano si stava “giocando” la Vita e con quella di certo non basta un calcetto dalla moto come un bulletto di periferia. Perché poi, ciò che mi lascia sorpreso, è che quando nel Mondiale 2006 Zidane diede quella ingiustificata (?) capocciata a Materazzi ci si indignava del gesto (si diceva: “è solo un gioco!”) e ora, gli stessi, inneggiano a Vale Rossi ma poi addirittura “capiscono” il balordo di Vaprio d’Adda.

Insomma, da che parte state? #ioNonstoconVale ma #iostoconFrancesco

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