22 marzo 2019

Lifestyle: il "tempo" dell'orologio

Dai primi decenni del ‘300 in alcune città europee comparve un nuovo oggetto molto apprezzato: l’orologio della torre, situato nel palazzo comunale o nella chiesa principale. Tale invenzione è considerata dagli storici una tappa molto importante, eppure non era certo il primo strumento per misurare il trascorrere del tempo.


Perché dunque la comparsa dell’orologio meccanico costituisce una novità tanto importante? Una prima semplice risposta la possiamo dare noi stessi, cercando di immaginare quanto diversa doveva essere la vita in un città dove non si faceva uso di orologi e il lento timo della giornata si basava unicamente sul corso del sole, rispetto a quella in cui l’orologio della torre con i suoi rintocchi annunciava l’ora a tutti. Ma, oltre a mutare notevolmente la mentalità della gente, l’orologio provocò un improvviso balzo in avanti nelle conoscenze tecnologiche dell’Occidente. Era infatti, proprio quella età in cui le città stavano espandendosi rapidamente e la nuova civiltà urbana si stava ormai affermando con un vigore senza precedenti.

Era l’epoca che vide la diffusione delle Università e delle cattedrali gotiche, l’epoca in cui Frà Giordano da Pisa nei suoi sermoni (tra la fine del ‘200 e i primi del ‘300) tuonava: “ogni giorno si scopre una nuova arte”. Ed è proprio in questo fervore culturale e sociale che si sviluppa l’arte orologiaia, in cui l’esperienza dei mulini aveva fatto sviluppare la conoscenza di quei meccanismi che grazie agli ingranaggi trasmettono quel tipico movimento.


Ma l’orologio è da considerare anche il “primomeccanismo di precisione costruito interamente in metallo e, capace di muoversi senza l’energia dell’acqua o del vento. Addirittura, all’epoca qualcuno pensava che gli orologi si muovessero da soli, non consapevoli del fatto che il moto delle lancette sfruttava, con un sistema complesso di congegni meccanici, la forza esercitata da un peso legato ad una corda. Quindi, nel momento in cui il peso toccava terra, l’orologio si arrestava e doveva essere ricaricato. Ma il vero problema meccanico che l’orologio risolveva era il sistema per rendere regolare la caduta del peso, concedendogli ogni volta lo stesso piccolo “pezzo” di corda. I primi orologi erano estremamente imprecisi: difatti lungo tutto il corso del XIV e XV secolo, la maggior parte degli orologi accumulavano ogni giorno notevoli ritardi o anticipi.

Anche se, le esigenze dell’epoca erano molto limitate da trascurare ogni tipo di imprecisione nel 1389 nella città di Rouen in Francia, si decise di assegnare un salario alla moglie dell’orologiaio affinché si preoccupasse di regolare di continuo l’orologio pubblico, così come nel 1387 Re Giovanni d’Aragona decise di assumere addirittura 2 uomini che suonassero le campane dell’orologio del suo castello, dato che lo stesso orologio non riusciva a farle suonare al momento giusto! Solamente nel ‘600, con l’invenzione del bilanciere, la precisione dell’orologio aumentò notevolmente, e quindi soltanto allora fu possibile costruire orologi portabili.

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