24 aprile 2019

L'impressione del dejà-vu

DEJA-VU

Il dejà-vu è un fenomeno noto ad un bel po’ di gente, 7 persone su 10, infatti, l’hanno sperimentato almeno una volta. Sembra, d’improvviso, di riconoscere un oggetto o una scena già visti in precedenza, ma senza che si possa ricordare quando, dove o perché… Perché, in realtà, non si erano mai visti prima.

L’esperienza del dejà-vu, tanto strana quanto frequente, ha ispirato numerose teorie fin dal XIX secolo. Le più originali, affermano che il dejà-vu è la chiara prova dell’esistenza della reincarnazione: ci ricordiamo di una scena perché l’abbiamo già vissuta in una vita precedente. Altre teorie affermano addirittura che si tratti di premonizioni.


Anche gli scienziati hanno cercato una spiegazione razionale a questo particolare fenomeno. Alan Brown, psicologo alla Southern Methodist University, specialista in dejà-vu, ha raccolto più di 30 teorie diverse elaborante negli ultimi 140 anni, ma in tutti i casi si è sempre presentato un unico ostacolo riguardante la raccolta delle prove del fenomeno, poiché di breve durata (massimo 30 secondi) ed imprevedibile.

Gli scienziati hanno in fine riscontrato il fenomeno del dejà-vu su individui affetti da epilessia*. Alcuni malati riportano un’impressione di dejà-vu prima di ogni attacco, e dal momento che l’epilessia si manifesta come una forte corrente elettrica che attraversa diversi settori del cervello, “spegnendoli” per qualche tempo, i ricercatori hanno pensato che il dejà-vu potesse manifestarsi quando uno di questi settori non funziona bene e che la stessa cosa potesse quindi verificarsi anche in individui che non soffrono di alcun disturbo.

Tra il 2000 e il 2002 un’equipe di Marsiglia ha introdotto nei cervelli di diversi pazienti alcuni minuscoli elettrodi, in grado di “scollegare” per pochi secondi piccolissime zone del cervello. Grazie a questo esperimento è stato scoperto in fine che, a provocare la sensazione del dejà-vu è una piccola parte del nostro cervello chiamata corteccia peririnale che, se scollega, e quindi mal funzionante, provoca l’impressione del dejà-vu. Anche se sarebbe possibile tentarne altri, questo è l’unico esperimento di cui si dispone oggi che possa spiegare il fenomeno.

Gli spcialisti pensano che al fenomeno possa essere associa la disattenzione che può verificarsi in alcuni momenti. Quando si è distratti, si potrebbe percepire una scena o un oggetto senza rendersene conto, e qualche momento dopo, quando si è più concentrati, potrebbero sembrarci stranamente familiari.

La ricerca per trovare una spiegazione al fenomeno del dejà-vu, quindi, continua.

* L’epilessia è una malattia caratterizzata da alterazione dell’attività bioelettrica del cervello. È tra le malattie neurologiche più frequenti (dalle 3 alle 7 persone su 1000).

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