20 settembre 2018

M&M - Marketing & Management: l'arte del "taccheggio"

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Secondo l’organismo europeo che riunisce l’industria di marca e le maggiori catene del retail, nel largo consumo le cosiddette differenze inventariali (cioè la differenza tra quanto è stato inventariato e l’effettiva presenza dei prodotti) incide in Europa complessivamente per circa il 2% delle vendite.

Una percentuale considerevole considerando anche il fatto che ben l’82% di tali differenze è sicuramente da attribuire a furti. In un periodo come questo che stiamo vivendo, molto difficile per quanto riguarda la finaza ma anche per l’economia più spicciola, non è certamente da sottovalutare una simile situazione, che se da un lato è da recriminare alla delinqueza dall’altro lato c’è anche chi effettivamente non riesce ad andare avanti.


Quindi i problemi restano e sono da attribuire a diverse ragioni: la prima è che i taccheggi sono ad operaper la parte più consistente: circa il 90% – di professionisti del settore, solitamente piccole bande organizzate; mentre per il restante 10% i furti sono opera di “occasionali”, che giscono principalemte per motivi di autoconsumo. La seconda ragione è che nonostante la crescita di sistemi di sviluppo molto sofisticati dal punto di vista tecnologico, il “fattore umano” gioca ancora la parte più importante e fondamentale.


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