22 agosto 2017

M&M - Marketing&Management: La nautica in Italia

La nautica da diporto può essere considerata il fiore all’occhiello dell’economia italiana, anche se questa forse può sembrare una asserzione un po’ troppo entusiastica , comunque trova conferma nei recenti sviluppi del settore e nella forte crescita della cantieristica italiana, leader mondiale dopo gli USA e prima nel campo dei megayacht.


Per molti anni sopita, legata a canoni sorpassati e socialmente criminalizzata, l’industria nautica ha finito il millennio e iniziato il nuovo con un colpo di timone, proiettandola verso nuove dimensioni nel mondo della grande industria, delle finanziarie e di un management da grandi numeri. Negli ultimi dieci anni, i cantieri italiani infatti hanno saputo trasformarsi e produrre barche con tali contenuti tecnologici, d’affidabilità e di servizi, che la loro crescita ha dell’incredibile: attualmente l’Italia è la prima nella classifica dei costruttori di superyacht (oltre i 24 m) del mondo per numero di barche prodotte, con una quota di mercato di circa il 45% (dati 2009).

In questo processo gli artigiani si sono trasformati in medie e grandi industrie, hanno saputo globalizzare le vendite e creato reti di concessionari entrando nei mercati internazionali; al tempo stesso è rimasto spazio per piccoli cantieri, in particolare nelle cd. aree di nicchia che permettono, lasciando spazio alla fantasia e alla specializzazione, di affermarsi nel mondo. In tale contesto, che comunque vede il prodotto nazionale volare all’estero per circa l’80%, si è sentito il bisogno di sviluppare una forte sinergia tra il know-how disponibile e le varie aziende presenti sul territorio nazionale. Una recente ricerca, condotta su un campione di aziende che complessivamente contribuiscono per circa il 58% al fatturato complessivo e incidono per oltre il 65% sul totale dell’occupazione diretta del comparto (dati 2009), ha analizzato l’impatto socio-economico della nautica italiana, evidenziando la virtuosità delle imprese che la compongono. Lo studio ha anche esaminato la significativa incidenza della produzione direttamente attivata dai cantieri sul PIL nazionale: sulla base dei dati riportati da Ucina (Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche e Affini) che intersecano produzione nazionale, export e fatturato globale ai comparti delle unità da diporto, accessori e motori, è stato possibile fare una stima del contributo al PIL da parte della produzione dei prodotti nautici e della loro commercializzazione, contributo che supera largamente il miliardo di Euro.

È evidente quindi, come obiettivo primario sostenere la crescita di un settore in cui risiedono grandi potenzialità e che è veicolo del Made in Italy in tutto il mondo. Riuscendo finalmente a raggiungere quella sintesi, quella alchimia giusta tra inventiva, capacità imprenditoriali e investimento in R&S e formazione, necessarie per rispondere alle sfide poste dal mercato.


Article Tags

Related Posts