21 aprile 2019

Paranormal Activity 3

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Sono tante le persone che nella notte dei morti viventi hanno deciso di saltare la festa in maschera per cercare il brivido al cinema. La scelta nelle sale, per questo 31 dicembre, ha diviso il pubblico tra “Insidious” e il terzo capitolo di “Paranormal Activity”.

Si può dire che la serata stregata abbia avvicinato all’horror anche i più restii al genere, che hanno passato un’ora abbondante incollati allo schienale della poltrona con il battito decisamente accelerato – tra questi mi colloco io-, mentre forse, due file più avanti, qualche veterano scuoteva la testa per nulla scomposto.

Anno:  2011

Durata: 84 min

Regia: Henry Joost, Ariel Shulman

Cast: Chloe Csengery (Katie), Jessica Tyler Brown (Kristi), Christopher Smith Dennis), Lauren Bittner (Julie)

Genere: Horror

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“Paranormal Activity 3”, film prodotto anche stavolta da Oren Peli e diretto da Ariel Shulman e Henry Joost, è l’epilogo di un brivido iniziato per il pubblico nel 2010.
Il primo episodio, oltre ad essere stato un successo inaspettato nelle sale, fu anche un caso mediatico, in quanto l’intero lungometraggio fu prodotto con circa 15000 dollari, girato nella casa del produttore stesso, con il coinvolgimento di attori che ottennero una cifra quasi simbolica (si vocifera fosse di 500 dollari il compenso).

Il 21 ottobre, a poco più di un anno dall’esordio, la saga è tornata nei cinema con l’intento di spiegare ciò che non era ancora stato spiegato con la prima e la seconda “puntata”. Poiché la trama, invece di svilupparsi lungo una linea cronologica progressiva, sembra andare a ritroso film dopo film, si può parlare di  premesse per il prequel.


Paranormal Activity 3 è in realtà la riproduzione di vecchi VHS registrati durante l’infanzia di Kristi e Katie, un film nel film, ad opera del loro patrigno Dennis. Le prime immagini sono di banali riprese in famiglia, compleanni, finchè l’occhio della telecamera dell’amatore non riprende, per puro caso, un fotogramma inspiegabile.

E’ qui che fa capolino il primo avvenimento inspiegabile del film, un particolare che, aggiunto a rumori e cigolii, persuade Dennis a collocare telecamere per tutta la casa. L’occhio del pubblico sarà quindi, per tutta la durata del film, la telecamera non onnisciente,  che spesso non saprà soddisfare l’occhio curioso dello spettatore;  espediente, questo, che alimenterà ulteriormente la tensione.

 

La pellicola è condita da numerosissimi particolari inquietanti, forse costanti nelle produzioni horror (una bambina che si aggira per la casa nelle ore notturne e dialoga con un “amico immaginario”, oggetti che cadono o si spostano, porte che sbattono all’improvviso…), ma di sicuro mostrati in una prospettiva originale.

La carenza del film sta forse nella spiegazione finale, il momento in cui le domande del pubblico dovrebbero risolversi; l’indizio chiave per la soluzione del mistero viene dato frettolosamente e in modo poco approfondito a metà della pellicola, e risulta macchinoso chiedere al pubblico di rispolverarlo per riuscire a leggere i minuti finali.

Sembrerà una mancanza non da poco, visto che si parla della trama stessa del film,  che dovrebbe esserne suo fulcro e centro propulsore, ma paradossalmente al pubblico – al meno in questo caso particolare – poco importa del mistero: aspetta con il fiato sospeso la fine delle persecuzioni subite dai protagonisti.

Complessivamente un buon film, soprattutto perché la maggior parte della trama si basa su eventi inspiegabili e presenze senza una forma. Insomma, per chi non rabbrividisce –come me- di fronte a mostri e zombie, questa è una buona alternativa.

(Il trailer del film dà un assaggio dell’atmosfera, ma, curiosamente, le immagini mostrate non fanno parte del film)

 


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