21 aprile 2019

I Parazoi: poriferi o spugne

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I Parazoi sono gli animali più semplici, vivono in acqua e hanno un corpo a forma di sacco senza bocca spesso non ben definito (dato che la maggior parte di essi è polizoica, cioè un gran numero di individui vivono fusi in un’unica massa), cellule che non formano tessuti e che non si distinguono in muscolari o nervose.


A questo phylum appartengono anche gli animali fossili più antichi. Lo sviluppo embrionale avviene in modo del tutto diverso dagli organismi appartenenti ad altri sottoregni: i foglietti embrionali si invertono, dai macromeri dell’endoderma derivano cellule di rivestimento, mentre dai micromeri dell’ectoderma derivano cellule interne. L’ectoderma forma cellule poligonali (pinacociti), l’endoderma forma coanociti arrotondati o ovali dotati di flagello che captano i nutrienti: per la loro presenza alcuni studiosi pensano che le spugne si siano evolute da flagellati unicellulari.

Ectoderma ed endoderma sono separati dalla mesoglea, una sostanza gelatinosa che avvolge cellule differenziate:

  • gli scleroblasti che producono le spìcole, cioè gli elementi scheletrici calcarei o silicei sono di due tipi: macroscleri più grandi e con nomi indicativi del numero di punte, e microscleri più piccoli e di varie forme;
  • gli spongioblast: producono fibre di spongina, una proteina simile alla chitina che può sostituire le spicole nella funzione scheletrica;
  • gli amebociti  (-il cui nome deriva – dai movimenti ameboidi) che trasportano i nutrienti;
  • gli archeociti indifferenziati che, a seconda delle necessità diventano poi amebociti o gameti.

I Poriferi vivono fissi sul fondo, nutrendosi di ciò che è in sospensione nell’acqua. Il loro corpo è morfologicamente diverso per complessità e organizzazione, la sua parete di questo è attraversata  da pori (“poriferi” deriva dal greco poroi = pori + fero = portare, portatori di pori): l’acqua entra da qui nella cavità interna (o atrio) per uscire poi dall’osculo (dal latino osculus = piccola bocca). In questo passaggio, la spugna trae nutrienti ed ossigeno, riversando scarti metabolici e anidrite carbonica.


La riproduzione agamica per gemmazione dà origine a colonie dove ogni osculo è considerato un individuo. Gli Spongillidi d’acqua dolce formano anche gemmule: piccoli ammassi di cellule rivestiti da una teca che permettono la sopravvivenza della specie in condizioni sfavorevoli.

Nella riproduzione gamica, la segmentazione dello zigote dà una stomoblastula cava: attraverso un’apertura fra i macromeri, l’embrione si rivolta come un guanto (inversione dei foglietti) e si trasforma in anfiblastula coperta di flagelli (ora esterni) o in parenchimula (coperta di ciglia), che nuota libera. Entrambe queste forme embrionali restano pelagiche per poco tempo: ben presto si fissano trasformandosi in spugna adulta.

Il phylum dei Poriferi si divide in 4 Classi:

  • Calcisponge o Spugne calcaree, hanno piccole dimensioni, spicole calcaree, forme ad ascon, sycon o leucon. Fra le specie si ricorda Sycon raphanus, di colore biancastro, che si adatta a numerosi substrati.
  • Demosponge, è la classe più importante e numerosa: hanno forma a leucon e possono avere spicole silicee, di spongina o miste. Euspongia officinalis e Hippospongia equina hanno uno scheletro di spongina e sono usate come spugne da bagno; Calyx nicaensis vive nel Mediterraneo e ha una tipica forma a coppa.
  • Ialosponge o Esattinellidi, hanno dimensioni che vanno da pochi centimetri al mezzo metro; spicole silicee (spesso triassoni a 6 punte, o esactine) e forme a sycon o a leucon; vivono in profondità, soprattutto nei mari tropicali, fissate con lunghi filamenti silicei. Una delle specie più belle è Euplectella aspergillum, che raggiunge i  60 cm e vive in Giappone.

Sclerosponge, è una piccola classe, poco nota: hanno spicole massicce e calcaree, e sono tipiche degli habitat oscuri della barriera corallina.

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