18 febbraio 2019

Rapunzel - l'intreccio della Torre

Tutto inizia nel solito “regno lontano, lontano”, in cui un re e una regina, amati e venerati, danno alla luce un’erede bellissima..
Dopo un breve flashback riassuntivo, la “pellicola” inquadra Rapunzel, biondina dalle sembianze principesche – abito rosa in stile Bella Addormentata, occhi chiari, fisico longilineo – con annesse abilità canore, danzanti e tutto quello il resto.
La monotonia della sua vita esiliata si spezza quando un giovane, che, scusate i continui riferimenti, ricorda tanto Robin Hood – un ladruncolo che piace, insomma -, durante una fuga dalle guardie reali capita casualmente nella torre.

 

L’incontro tra i personaggi è comico, la ragazza ormai diciottenne, secondo i canoni delle nuove eroine Disney con carattere e personalità, lo prende letteralmente a padellate in testa, nel dubbio.
Sarà proprio “ Flynn Rider” (nome d’arte) a farle assaporare la libertà. Una volta lasciato il bosco, la ragazza (in un attacco ciclotimico?) alternerà al senso di colpa all’entusiasmo, conquisterà orde di malviventi, coinvolgerà con il suo ottimismo piazze intere.. Insomma, l’eroina non delude.

 L’happy ending non manca, la storia non è eccessivamente intricata, ma tiene incollati allo schermo. Non è così scontato che un cartone possa piacere agli adulti, oltre che ai bambini, e “Rapunzel” è uno di questa specie.
Perché piace? Forse per il carattere sfaccettato dei personaggi, in particolare di Rapunzel, che combattuta tra il bisogno di libertà e indipendenza e l’affetto che la lega alla madre – che, in parole spicciole, la prega di non abbandonarla -, sa giustificare il perché non si sia mai sottratta alla prigionia forzata.

Insomma, un film d’animazione che vale la pena vedere!


Article Tags

Related Posts