26 ottobre 2014

Soldi in tasca: come può un tribunale decidere sul futuro di un'azienda?

ILVA_Taranto

La magistratura in Italia, purtroppo, non ha proprio il senso della misura e spesse volte si confonde e di conseguenza interferisce, nell’operato del Governo o di qualsiasi altra istituzione. Di recente, addirittura, ha deciso di spontenea volontà su scelte di politica economica di un’azienda, spodestando di fatto non solo la proprietà della stessa, ma anche il potere dell’esecutivo in tale senso, interferendo su decisioni certamente non di competenza di un Tribunale, come è invece accaduto in merito alla sentenza ILVA di Taranto.

Non curante delle ripercussioni economiche-sociali e politiche di una simile sentenza, il Tribunale di Taranto molto semplicisticamente ha sentenziato di interrompere la produzione dello stabilimento ILVA fino a quando vengano prese misure definitive per il risanamento ambientale dello stesso


Fermo restando che le condizioni di salute dei lavoratori debbano essere sempre rispettate e tutelate, non si può però bloccare l’intera attività aziendale soprattutto adesso, in una simile congiuntura economica. Tale sentenza, che molto probabilmente verrà impugnata dal Governo nei prossimi giorni, sembra l’ennesima dimostrazione di come il nostro Paese sia vittima di un sistema burocratico messo in atto da una magistratura molto arrogante e poco rispettosa dei ruoli istituzionali, ma che invece decide e sentenzia, senza avere nemmeno la lungimiranza (oltre chela competenza) di capire cosa potrebbe succedere.

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