20 settembre 2018

Soldi in tasca: la "difficile vita" delle liberalizzazioni

open-liberalizzazioni

Alla fine queste benedette liberalizzazioni si sono fatte, tra le varie proteste generali, più o meno civili, ha poi prevalso il buon senso. Ma la domanda che tutti noi ci chiediamo è se, queste stesse liberalizzazioni serviranno poi a qualcosa? In effetti le stesse dovrebbero “aprire” il mercato favorendo la concorrenza e smantellando, finalmente, alcune delle varie corporazioni che ostacolano lo sviluppo e la crescita della “macchina Italia”, ovviamente tale significato non va confuso con le privatizzazioni che invece mirano a cedere aziende pubbliche a soggetti privati.


Fin qui nulla di strano, ma la domanda che ho posto precedentemente non è stata ancora risposta, nel senso che se da un lato si cerca di rompere i vecchi blocchi composti da caste più o meno importanti, dall’altro lato una simile situazione potrebbe anche portare ad un nulla di fatto, perché sembra che il mercato sia cambiato (più libero) ma infine, è rimasto tutto così com’è.

Ecco quindi, che tutti noi semplici cittadini, dobbiamo assolutamente vigilare e controllare che tutto funzioni per il verso giusto, e che non si faccia la fine del settore delle telecomunicazioni o del comparto energetico che non è poi cambiato in maniera significativa: queste liberalizzazioni infatti, non hanno prodotto efficaci vantaggi pratici-economici ai consumatori, ma hanno solo favorito l’ingresso di nuovi operatori nei settori d’interesse.


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