11 dicembre 2018

Soldi in tasca: "fumo di Londra"

La decisione del governo inglese di distaccarsi da una veduta unitaria nel campo economico-finanziario, è l’ennesima dimostrazione del semplice fatto che ormai esistono 2 “Europe”: una che attiene alla zona euro e una che invece riguarda altri Stati che non avendo la moneta unica, non riescono a cogliere fino in fondo l’importanza di tali scelte.


Allo stesso tempo la decisione di Londra non è proprio del tutto ingiustificata, infatti la mancanza di una forte istituzione che controlli e gestisca le varie fasi economiche-finanziarie degli Stati membri, segna un forte squilibrio tra gli stessi. Per intenderci ci vorrebbe un organo di controllo sul modello della FED americana, che nel corso degli anni ha visto anche aumentare la sua capacità e il suo potere in seguito alle ben note vicende legate ai bilanci truccati delle aziende come la Enron, la Worldcom, che in un certo senso e in un certo qual modo hanno portato alla luce il vero problema dell’economia mondiale, cioè lo strapotere della finanza in tutti i campi.

Oggi, infatti, si parla e si fanno i conti con una crisi che non è nata dai diversi Stati ma dalle politiche finanziarie e fiscali sbagliate degli stessi Stati (o addirittura scelte totalmente sbagliate). Dunque, l’unico modo per arrivare tutti e insieme alla soluzione del problema è sicuramente quello di avviare una nuova fase di politica economica-finanziaria-fiscale diversa rispetto al passato e comunitaria.


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