21 aprile 2019

Soldi in tasca: ma esiste veramente un legame tra equità fiscale e crescita economica?

Tasse-alte

Secondo l’opinione pubblica un corretto sistema di equità fiscale è il presupposto per avviare una nuova fase di crescita economica, con ripercussioni sul mondo del lavoro, sui redditi, sui consumi, ecc… ma tale veduta non è coincidente con la realtà. Infatti, secondo James Mirrlees premio nobel per l’economia nel 1996, riuscire a coniugare equità fiscale e crescita economica non ha proprio alcun senso perché non sembra esserci alcun tipo di legame.

Lo studio di Mirrlees, che è corredato da lavori di tipo scientifico e osservazioni empiriche, evidenzia come una semplice tassazione progressiva rende meno remunerativa l’offerta di un’alta qualità o quantità di lavoro. In sostanza, si inducono le persone a lavorare meno intensamente e utilmente, con conseguenze dannose per la produttività, si intensifica poi la migrazione verso altri Paesi con fiscalità diversa e quindi si incoraggia l’evasione fiscale, riducendo sempre più il prodotto nazionale.


Allora, l’unica ricetta proposta da Mirrlees, è quella di rovesciare l’ottica, vale a dire fare in modo che la crescita economica influisca sulle tasse e non il contrario come accade adesso. Però per poter raggiungere questo livello-obiettivo bisogna necessariamente agire con una tassazione di sicuro più alta per tutti, che potrebbe generare risultati negativi per l’economia, ma non per il tasso percentuale di crescita del reddito pro-capite. Quindi le tasse meglio alte per tutti?


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