21 aprile 2019

Trust - (film) di David Shwimmer

schwimmer-trust

Si dice che un film che ha bisogno di un cast di spessore, sia un film senza spessore. Be’, quando ho visto inquadrati in successione Clive Owen, Catherine Keener e Noah Emmerich mi è venuto un certo timore…
Si tratta di una pellicola poco pubblicizzata, e che di sicuro non ha attirato grande interesse – basta vedere quanto poco se ne è occupato il web – , ma gira in questi giorni su Sky, che, si sa, oltre a grandi successi rispolvera film dimenticati (ma non necessariamente scarsi!).

Shwimmer

 La storia, diretta da David Shwimmer – sì, proprio quello di Friends -, parla di una ragazzina di 14 anni, in contatto con un certo “Charlie” non meglio definito. E’ una situazione probabilmente comune “al giorno d’oggi”, il conoscere qualcuno in chat, iniziare a scambiare delle chiacchiere sui social, passare alla comunicazione via sms, che poi porta inevitabilmente alla curiosità di vedersi di persona.
L’incoscienza e l’innocenza di questa timida ragazzina di buona famiglia, diventano il motore per l’intera vicenda. Il film è un dramma, a tutti gli effetti, e la scelta di voler dare un tono freddo, squallido e crudo all’ambiente è riuscito in pieno.


La giovane – interpretata da Liana Liberato – incontra Charlie in un centro commerciale, ma rimane shockata dalla tremenda realtà, cioè che non si tratta di un venticinquenne: l’amico di chat si era tolto 10 anni dall’età anagrafica.
Abbastanza curata e credibile la parte in cui Charlie, di sicuro più esperto della quattordicenne in strumenti di persuasione, la convince che sarebbe da immaturi farne una questione d’età, e che buttare via tutta la loro storia sarebbe un sciocchezza. “Ti amo”, rilancia, e porta a termine il suo scopo.

 

Un’occhiata alla stanza di un motel, allo squallore del trentacinquenne approfittatore, la pena per una ragazzina ancora insicura nel suo corpo non del tutto sviluppato. Pochi elementi, che lasciano intendere quello che si consumerà nella stanza.

 La notizia trapela, e tra l’incredulità dei genitori e la spietatezza dei compagni di scuola, la ragazza resterà travolta da uno scandalo, da cui cercherà di difendersi attraverso la negazione. La madre è disperata, il padre, invece, ha sete di vendetta. Clive Owen non trova pace, inizia a fare un’ossessione nell’indagine condotta alla ricerca di Charlie.
La giovane è testarda, ripete, a sua difesa, che non è stato un rapporto consumato per sconsideratezza, ma il naturale svolgimento della sua storia d’amore. Inutile dire che l’adescatore di ragazzine, con una reputazione lugubre alle spalle, non si fa più sentire, sentendo puzza di FBI.

 Film abbastanza riuscito, nel suo genere. Azzeccato il processo di elaborazione dello stupro da parte della ragazzina, credibile la vicenda, che però rappresenta – forse con intenti paternalistici? – bene il pericolo che possono correre delle adolescenti insicure e sprovvedute nella morsa del web.

Niente di speciale, in ultima analisi, ma permette di passare 106 minuti abbastanza rapiti.


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