A ridosso dell’assegnazione del Fondo sanitario Regionale, per gli strumenti di  programmazione 2020-2022 è opportuno sottolineare, alla luce delle diverse ripartizioni che  da tempo immemore puniscono la provincia di Teramo relegata al rango di figlia di un “Dio  minore”, la necessità di un riequilibrio non in continuità con le precedenti sperequazioni frutto  di premialità a chi più ha speso cicaleggiando e punitiva su la formica Teramo. 

Il riparto del fondo in analogia di quanto avviene a livello Nazionale dovrà avvenire tenendo  conto della quota “capitaria pesata” se pur con le opportune correzioni (popolazione ISTAT,  pesatura per la specialistica Ambulatoriale e ricoveri, assistenza farmaceutica, fabbisogno  finanziario regionale, rilevazione costi di esercizio erogati da privati da riconsiderare con la  riconducibilità della spesa alla residenza dell’assistito). 

Al fine di assegnare alle aziende un finanziamento idoneo alla copertura dei costi di  ciascuna di esse (valore 2019) devono comunque prevedersi incrementi/decrementi di  quote atte a garantire alle ASL un adeguamento tale da consentire la copertura di costi avuti  nel 2019. 

Tale clausola di salvaguardia sarà naturalmente ad impatto zero sul FSR distribuito a livello  regionale. 

F.to Gianfranco Giuliante 

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