È ritenuto uno dei centrocampisti italiani più forti della Serie A. L’ex Cagliari Nicolò Barella si è raccontato in un’intervista

Sardo doc, classe 1997, Nicolò Barella è ritenuto uno dei centrocampisti italiani più forti della Serie A. Il giovane, cresciuto tra la scuola calcio Gigi Riva e il Cagliari Calcio, ha trovato l’esordio nel massimo campionato proprio con la maglia della squadra della sua terra. Il suo talento è sotto gli occhi di tutti e dopo aver vestito la casacca isolana dal 2006 al 2015 con le giovanili e dal 2015 al 2019 con la compagine big, è approdato in casa Inter, dove continua la sua carriera calcistica. Il cagliaritano è stato protagonista di un’intervista su Dazn nella trasmissione Linea Diletta. Ecco le sue parole.

IL SOPRANNOME RADIOLINA – «Il soprannome “radiolina” me lo diedero i “vecchi” del Cagliari come Cossu, Sau e gli altri perché quando ero arrivato in prima squadra, giovanissimo, non parlavo mai, mentre quando ho iniziato a giocare mi accusavano di non riuscire più a stare zitto. Dicevano che ero diventato una “radiolina” e che mi preferivano taciturno come ero prima».

L’INIZIO DELLA CARRIERA – «Ho iniziato a giocare a calcio a tre anni e mezzo. Mia madre mi ha raccontato che gli allenatori le dicevano di portarmi al campo e che tanto avrei passato il tempo lì a fare i mucchi di sabbia. Invece stavo sempre attento, ascoltavo i mister con attenzione già da piccolissimo: da lì mio padre ha capito che c’era qualcosa. Quando ero adolescente mi sono reso conto che ero un po’ più bravino degli altri e forse potevo ambire a fare qualcosa».

IL RAPPORTO CON RIVA – «Che emozione incontrare Gigi Riva! Avevo 17 anni, mi avevano invitato a partecipare ad un anniversario della Scuola Calcio “Gigi Riva” dove anch’io avevo cominciato a giocare. Tutti correvamo attorno a lui e lui mi raccontò che mi seguiva, che sapeva che giocavo bene: non mi ricordo bene le parole perché ero troppo frastornato».

L’ESORDIO CON ZOLA – «Gianfranco Zola è stato mio allenatore, il primo che mi ha fatto esordire, in un Parma-Cagliari di Coppa Italia. Gli devo tanto. Zola è la persona più umile che abbia mai conosciuto nel mondo del calcio e questo mi ha fatto capire che c’è l’umiltà alla base dei successi anche dei più grandi campioni. Lui è un maestro».

LA FASCIA DA CAPITANO COL CAGLIARI – «Indossare la fascia di capitano del Cagliari è stata la mia più grossa soddisfazione. Sono diventato il più giovane capitano della storia rossoblù. Mi sentivo quasi invincibile».

I GOL CONTRO IL CAGLIARI – «Incredibile che i gol più belli che ho fatto in Serie A siano stati contro il Cagliari. È stato strano segnare contro il Cagliari: ero contento, ma dispiaciuto, mi sono emozionato. Mi spiace che qualcuno abbia insinuato che ho gioito. Qualcuno vede del male in ogni cosa e mi è dispiaciuto per i miei familiari».

BARELLA E LA NAZIONALE – «La Nazionale è il sogno di qualsiasi calciatore: sono molto orgoglioso di esserci arrivato così giovane. Devo tanto al ct Mancini, che ha creduto in me già quando ero a Cagliari. Mancini ha creato un grandissimo gruppo e non è mai facile col poco tempo che si ha per la Nazionale».

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