Roma. Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato ieri sera il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, come anticipato dal ministro Roberto Speranza al Parlamento. Si tratta della “cornice normativa” in cui si inserirà il prossimo Dpcm che il governo dovrà varare entro il 15 gennaio, data di scadenza di quello attualmente in vigore.

Nel nuovo decreto legge (al momento non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, quindi ci riferiamo all’ultima bozza) viene confermato il divieto di spostamenti tra regioni fino al 5 marzo, a prescindere dalla colorazione, salvo come sempre le ragioni valide per l’autocertificazione e comunque il rientro a casa.

Sarà però consentito muoversi verso “una sola abitazione privata abitata – dicitura che esclude in sostanza le seconde case – una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22″ all’interno della stessa regione (o dello stesso comune nelle regioni in zona arancione e rossa) massimo due persone senza conteggiare minori di 14 anni e disabili/non autosufficienti conviventi. In zona arancione e rossa varrà la deroga per i centri sotto i 5mila abitanti entro un raggio di 30 chilometri, sempre esclusi gli spostamenti verso capoluoghi di provincia.

Intanto la Liguria da domenica prossima ha buone probabilità di finire in zona arancione in base alla crescita del valore Rt (che resta vicino a 1) e al superamento delle soglie critiche di occupazione dei posti letto. Oggi è previsto il confronto con le Regioni sul nuovo Dpcm, domani arriverà il monitoraggio aggiornato dell’Iss e il ministro Speranza firmerà le nuove ordinanze con l’assegnazione dei colori. Nel frattempo dovrebbe essere istituita una “zona bianca” con pochissime restrizioni, ma è improbabile che qualcuno ci finisca per il momento.

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