La Gamec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ha ricevuto il riconoscimento Welcome. Working for refugee integration assegnato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) per l’impegno nel favorire i processi d’integrazione lavorativa dei beneficiari di protezione internazionale.

Dal 2019, infatti, il museo collabora con il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) che garantisce, da parte degli enti locali, interventi di “accoglienza integrata” ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale anche attraverso concreti percorsi di formazione in specifici ambiti lavorativi.
Negli ultimi due anni il progetto ha visto il coinvolgimento attivo di persone provenienti da Costa d’Avorio, Somalia, Pakistan, Guinea, Iraq e Nigeria, che hanno prestato servizio come personale di guardiania e assistenza ai visitatori in occasione delle mostre Birgit Jürgenssen – Io Sono, Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo e Ti Bergamo – Una comunità.

Questo importante riconoscimento testimonia l’adesione della Gamec “a un modello di società inclusiva, più sensibile ai bisogni di chi è stato costretto ad abbandonare il proprio Paese a causa di guerre, conflitti e persecuzioni”, e l’impegno a “prevenire e combattere sentimenti di xenofobia e razzismo nei confronti dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale”, obiettivi condivisi dall’Unhcr.

Un impegno che la Gamec certamente continuerà a perseguire negli anni e nel prossimo futuro: è infatti già previsto l’avvio di nuovi percorsi formativi appena le condizioni sanitarie consentiranno la riapertura dei musei.

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