“Pronti a riattivare 500 letti col livello massimo di assistenza per i malati di coronavirus in un tempo strettissimo: 48 ore”. E “non occupare letti di terapia intensiva per altre attività sanitarie non-Covid”. Questo il punto centrale della lettera che il coordinamento dei reparti di terapia intensiva di tutti gli ospedali della Lombardia ha inviato alla Regione. Lo annuncia il Corriere della Sera: un documento riservato che racconta più di ogni altra analisi la preoccupazione che la terza ondata possa arrivare a breve, e che possa presentarsi con un’impennata improvvisa del numero dei malati.

La lettera degli specialisti nasce da una considerazione sugli ultimi mesi: nella seconda ondata si è arrivati a un picco (il 22 novembre) di quasi mille ricoveri in terapia intensiva. Oggi i posti occupati sono circa la metà, ma già da tempo lo «svuotamento» dei reparti si è fermato. E tutti gli indicatori indicano una ripresa dell’epidemia.

I tecnici riflettono su un confronto: dall’inizio della seconda ondata, sono passate 14 settimane (5 ottobre-10 gennaio). L’incrocio va fatto col periodo analogo, 24 febbraio-31 maggio. Dopo 98 giorni di epidemia, in primavera la “bestia” era stata abbattuta; oggi, non solo non è stata schiacciata, ma sta rialzando la testa.

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