Genova. Mentre resta grande incertezza sulla riapertura in presenza delle scuole superiori – che potrebbe slittare dall’11 al 18 gennaio anche se al momento non ci sono conferme – domani gli studenti genovesi scenderanno in piazza proprio per dire basta con la scuola in streaming. La chiamano la scuola streaming-zita i ragazzi del coordinamento studentesco 16cento che si sono dati appuntamento alle 9.30 in piazza De Ferrari per un presidio di protesta.

Classi a cielo aperto” hanno chiamato la loro iniziativa: seguiranno una lezione in streaming certo ma saranno all’aperto e per una volta di nuovo tutti insieme, fuori dalle loro stanze dove sono rinchiusi da mesi anche per 7 ore di lezione. Poi cercheranno con alcuni interventi di fare il punto sulla situazione della scuola.

“Le lezioni in streaming ci stanno strette – dicono in un volantino – sono una vera miseria rispetto a quelle in presenza. Innanzitutto impariamo meno e con più difficoltà e chi è indietro resta sempre più indietro. Inoltre la scuola perde la sua importantissima dimensione sociale: lo studente ‘incatenato davanti allo schermo nella sua stanza diventa una monade isolata”.

La colpa? “E’ anche del ritardo del sistema scolastico italiano, ritardo che riguarda tanto le dotazioni quanto le strutture. Un ritardo, sommato al virus crea un mix micidiale per noi studenti”.

“Vogliamo una scuola che assolva al proprio compito affrontando ogni sfida pur di garantire ai ragazzi condizioni di vita e di studio adeguate. E un scuola inclusiva dove tutti possano sentirsi alla pari con gli stessi diritti e con le stesse possibilità. E’ chiedere troppo?”

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