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È iniziata intorno alle 9 di questa mattina la riunione tra il Governo e le Regioni sulle misure restrittive che saranno contenute nel prossimo decreto che prenderà il posto del DPCM in scadenza il 15 gennaio. E dall’assemblea viene fuori già una novità rispetto a quanto prevedeva inizialmente la bozza presentata ieri in Consiglio dei Ministri dal ministro della Salute, Roberto Speranza: il divieto di spostamento tra le regioni sarà in vigore fino al 15 febbraio e non fino al 5 marzo. Nella bozza che era entrata in CdM gli spostamenti erano vietati dal 16 gennaio al 5 marzo, anche tra regioni gialle.

Dovrebbe essere l’unica modifica apportata al testo che, oltre all’annunciata proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile, al suo interno prevede anche la novità della ‘zona bianca’: una nuova fascia – che si aggiunge a quelle note caratterizzate dai colori giallo, arancione e rosso – nella quale si andranno a collocare le regioni con uno scenario di tipo 1, un livello di rischio basso e un’incidenza dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti.

Si allargano invece le maglie che portano alla zona arancione. Per finirci dentro, basterà avere Rt superiore a 1 o essere anche solo in una condizione di rischio alto: sarebbe questo il caso della Puglia, per cui l’arancione sembra essere quindi scontato. Per finire in zona rossa l’Rt deve essere superiore a 1.25. A rischio restrizioni massime sembrano essere solo Lombardia e Sicilia.

All’incontro di questa mattina, convocato dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, partecipano anche i rappresentanti di Anci e Upi. E oltre al ministro della Salute, Roberto Speranza, c’è anche il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: parte della riunione, infatti, sarà dedicata all’integrazione del piano vaccini.

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