Entra in vigore da oggi domenica 17 gennaio l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che dichiara la Lombardia zona rossa, con regole più restrittive per contenere la terza ondata di contagi da coronavirus. Il ministero ha confermato la zona rossa fino al 31 gennaio sulla base del monitoraggio di venerdì quando l’indice Rt Lombardo da 1,24 della scorsa settimana è arrivato a 1,38.

Intanto il governo della Regione Lombardia, come già annunciato ieri, intende contestare questa decisione. E, in attesa di un ricorso al Tar, il presidente Attilio Fontana ha inviato una lettera al ministro Speranza con una sorta di “contro-dossier” sull’analisi dei parametri in base ai quali vengono stabilite le zone per dimostrare come la Lombardia potrebbe invece rientrare in fascia arancione.

Queste le novità da oggi, domenica 17 gennaio. 

Spostamenti

Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, ad eccezione di quelli motivati (con certificazione) da comprovate esigenze lavorative o situazione di necessità o salute. Sempre consentito, in ogni caso, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Il nuovo Dpcm permette di recarsi nelle seconde case anche fuori Regione. Il testo, infatti, disciplina che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, a dispetto del decreto sulle misure per le festività natalizie non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione.

Il governo ha ripristinato invece la norma sulle visite ad amici e parenti, con alcuni aggiustamenti rispetto al periodo delle feste.

Per la zona rossa è possibile lo spostamento verso una sola abitazione privata all’interno del proprio comune, una volta al giorno, e sempre nell’arco temporale 5-22 con il limite di due persone ulteriori rispetto a chi convive in quella casa. Con loro si possono spostare i minori di 14 anni sui quali si eserciti la potestà genitoriale, le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Rimane la deroga, però, per chi vive in Comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti, per i quali gli spostamenti sono possibili entro una distanza non superiore ai 30 chilometri dai propri confini, escludendo quelli verso il capoluogo di provincia.

Bar e ristoranti

Bar e ristoranti rimangono chiusi, con la possibilità delle consegne a domicilio senza limiti di orari. È consentito il servizio d’asporto entro le 22 per i ristoranti ed entro le 18 per i bar (nessun limite, invece, per il servizio a domicilio). Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti.

Negozi

Tutti chiusi tranne alimentari, farmacie, tabaccherie, edicole. Parrucchieri aperti.

Scuola

Didattica a distanza dalla seconda media. Per le scuole superiori rimane la didattica a distanza al 100%.

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