“Di fronte a una crisi umanitaria di queste dimensioni non si può tacere né si può restare con le mani in mano”: così reagiscono il Coordinamento provinciale Enti Locali per la pace di Bergamo e la Rete della Pace provinciale alle immagini che giungono dalla Bosnia dove, il 23 dicembre, un incendio ha quasi completamente distrutto il campo profughi di Lipa.

La struttura, già prima assolutamente inadeguata all’accoglienza, era rifugio per centinaia di persone in viaggio lungo la Rotta Balcanica, in una zona dove le temperature scendono sotto zero.

Ora, anche quel precario tetto sopra la testa è venuto a mancare e centinaia di persone si ritrovano ad affrontare neve e temperature proibitive senza alloggio, vestiti né scarpe adatti.

Il Coordinamento provinciale Enti Locali per la pace di Bergamo e la Rete della Pace provinciale condividono “le forti preoccupazioni delle organizzazioni umanitarie, della Caritas, di un buon numero di europarlamentari italiani e di tutte le persone che desiderano restare umane riguardo alla gravissima situazione sempre più precaria e drammatica dei migranti in Bosnia Erzegovina”.

Per questo l’invito è a unire le forze per partecipare alla raccolta fondi organizzata dalla Caritas bergamasca per l’invio di beni di prima necessità ai migranti in Bosnia Erzegovina, utilizzando queste modalità:

PAYPAL: http://tiny.cc/emergenzalipa

Bonifico bancario a favore di Fondazione Diakonia Onlus

IBAN: IT31A0760111100001048525214 – Indicare come causale: Emergenza Lipa

(Le donazioni sono fiscalmente detraibili)

“Chiediamo all’Unione Europea e ai Paesi membri di mettere fine a politiche che confinino alle proprie frontiere esterne chiunque cerchi di entrarvi; di aprire corridoi umanitari che consentano ai migranti di accedere in maniera sicura in Europa. Si solleciti, poi, la Bosnia Erzegovina ad investire in adeguate strutture di accoglienza – proseguono Coordinamento e Rete – Gli ingenti finanziamenti erogati dall’Unione Europea per aiutare la Bosnia Erzegovina a gestire i flussi migratori (oltre 90 milioni di euro dal 2018 ad oggi) non hanno finora indotto le autorità bosniache ad intraprendere le azioni necessarie per salvare centinaia di persone ed evitare una crisi umanitaria. Le istituzioni europee e i Paesi dell’Unione non possono chiudere gli occhi anche questa volta. Devono assumersi la responsabilità di quello che accade ai loro confini (o persino sul proprio territorio, vista la terribile condizione che i richiedenti asilo vivono anche in Grecia, paese membro dell’UE). Occorre farlo al più presto per mettere fine agli abusi che lungo la Rotta Balcanica si ripetono ormai dal 2015. Servono soluzioni che rispettino i diritti fondamentali dell’uomo che stanno alla base delle Costituzioni nazionali, della Dichiarazione universale dei Diritti umani e dei Trattati internazionali”.

Con queste rivendicazioni i diversi enti locali che compongono il Coordinamento provinciale presenteranno nei rispettivi Consigli Comunali un ordine del giorno da approvare.

Del Coordinamento fanno parte le amministrazioni comunali di Bergamo, Nembro, San Paolo d’Argon, Ranica, Curno, Predore, Pradalunga, Osio Sotto, Montello, Levate, Stezzano, Villa di Serio, Scanzorosciate e la Provincia di Bergamo.

Alla Rete della Pace provinciale aderiscono Auser, CGIL, CISL, Donne in Nero, Ruah, UPF, Amandla, ACLI, ARCI, Libera, Caritas, Ufficio Pastorale del Lavoro e Alilo.

Per approfondire quello che sta accadendo lungo la Rotta Balcanica e in modo particolare in Bosnia, il Coordinamento provinciale Enti Locali per la pace di Bergamo e la Rete della Pace provinciale organizzano due incontri in diretta streaming.

Il primo giovedì 21 gennaio, alle 20.30, con il giornalista bergamasco de L’Espresso Gigi Riva, che da inviato speciale de “Il Giorno” ha seguito l’evolversi dei conflitti balcanici negli anni Novanta.

L’appuntamento sarà trasmesso sui canali social Rete PaceCoordinamento EE.LL, Acli Bergamo ,(o su Youtube Acli Bergamo).

Secondo appuntamento una settimana più tardi, 28 gennaio, sempre alle 20.30, con Daniele Bombardi, referente della Caritas Italiana, e Silvia Maraone, di Ipsia Acli. 

Sarà possibile seguire lo streaming sui canali social Rete PaceCoordinamento EE.LL, Caritas Bergamo,(o Youtube Caritas Bergamo)

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