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Stamattina la morte della 33enne di San Martino in Pensilis. Nel pomeriggio, poche ore dopo, un altro decesso al San Timoteo di Termoli, ormai riconvertito in ospedale Covid temporaneo nell’attesa che, nel momento di massima emergenza, si attivino altri posti letto in una struttura consona.

Si tratta di un uomo di 74 anni residente a Guglionesi, ricoverato alcuni giorni fa per una brutta polmonite da Covid 19. L’uomo era trattato con ossigeno nella Medicona d’Urgenza, dove oggi 20 febbraio sono 10 i pazienti affidati al personale medico. Non ce l’ha fatta.

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Per il comune di Guglionesi, investito dalla piena della variante inglese, un altro lutto, che si aggiunge ai tre dei giorni scorsi. Tra domenica scorsa e giovedì altri tre cittadini hanno perso la vita: un 80enne, un 71enne e, lo scorso 18 febbraio, un 38enne. La sua morte, oltre ad addolorare in maniera profonda la comunità e creare sconcerto per la perdita di una vita tanto giovane (Mirko Sarchione, questo il suo nome, lascia la moglie e tre bambine) è stata oggetto anche di alcuni articoli di stampa nazionale perchè ha messo in evidenza, nel modo più drammatico possibile, la carenza di posti letto in Terapia Intensiva in Molise. Era ricoverato al San Timoteo, e sarebbe dovuto essere trasferito al Cardarelli di Campobasso, unico ospedale che – a distanza di un anno dall’inizio della pandemia – dispone di posti letto covid in Rianimazione e medici rianimatori in grado di eseguire le manovre necessarie per girare i pazienti intubati. Ma i 12 posti letto della Intensiva di Campobasso erano tutti occupati e non è stato possibile trovargli un posto in tempi rapidi. E’ morto prima che si riuscisse ad arrivare la rete Cross per i trasfermenti fuori regione.

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Il problema delle Terapie Intensive è enorme, in questi giorni segnati da un numero elevatissimo di casi favoriti dalla circolazione massiccia in Basso Molise della variante inglese e di conseguenza da un numero proporzionalmente alto di persone ricoverate con forme gravi di polmonite.

Ce ne sono soltanto 12, tutte al Cardarelli di Campobasso. Le quattro postazioni del San Timoteo di Termoli non sono covid e non possono al momento essere utilizzate per intubare pazienti positivi. Restano destinate a malati di altra natura, a patologie tempo-dipendenti.

L’ampliamento previsto dal piano covid con 2 posti di terapia intensiva straordinaria dedicata al trattamento di pazienti con il virus non è nemmeno iniziato. Così come non sono iniziati i lavori per i moduli prefabbricati all’esterno dell’ospedale destinati ad accogliere in maniera più confortevole e dignitosa i malati Covid. Al San Timoteo si sta lavorando in fortissimo affanno, e con un personale che non è stato potenziato rispetto alla urgenza del periodo. Anche oggi c’è stato un trasferimento fuori regione per un paziente di San Martino in Pensilis che aveva disperatamente bisogno di terapia intensiva. Ma da Campobasso la risposta ormai abituale: “Non abbiamo più posti”. Così i medici termolesi hanno attivato la rete Cross e dopo un lungo giro di telefonate è stata ricavata una postazione a Foggia, dove l’uomo è stato trasferito in elicottero.

Intanto nel pomeriggio si è recata in ospedale, sempre a Termoli, una ragazzina di 12 anni con sintomi importanti da covid-19. Una malattia che ormai riguarda anche i giovani e i giovanissimi, come la drammatica cronaca locale di questo periodo purtroppo insegna.

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