SASSARI. Scontenti, fiduciosi, indispettiti, fedeli: i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione si possono classificare in vario modo sulla base delle loro reazioni all’ampia intervista del presidente Solinas alla Nuova Sardegna. Il presidente ha spaziato su tantissimi temi, andando a toccare diverse sensibilità.

Le risposte di Solinas non hanno soddisfatto l’opposizione: «Finamente è saltato fuori questo Piano dei vaccini – dice il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau -. A questo punto speriamo venga rispettato. Mi auguro di sì. La teoria delle difficoltà di predisporlo l’avevamo già demolita in commissione: le difficoltà le hanno tutti, però le altre Regioni hanno già fatto un programma e lo stanno attuando».

«In questi due anni il presidente ci ha abituato a slogan e dichiarazioni autoreferenziali – attacca Roberto Li Gioi del Movimento 5 stelle -. Speriamo che stavolta le sue parole si traducano in realtà. Però qui si parla di piano che sarebbe pronto nei minimi particolari e si continua a dare la colpa al governo, mentre si sa che la colpa è delle aziende farmaceutiche. Nella prenotazione dei vaccini continuano a esserci evidenti problemi pratici. A qualcuno che si è rivolto al Cup è stato persino detto di dotarsi di ricetta per avere il vaccino. Il presidente, come al solito, annuncia. Ora non ha neanche più un governo nemico a cui dare le colpe».

Per Francesco Agus (Progressisti) c’è stata «una gravissima sottovalutazione del problema. Era stato annunciato che la piattaforma web sarebbe stata accessibile da mercoledì. Questo non è avvenuto e non c’è stata alcuna comunicazione mentre migliaia di cittadini sono rimasti senza indicazioni su un aspetto che incide sulla qualità della vita e sulla sicurezza per sé stessi e i propri cari. Sembra che l’intervista provenga a un altro pianeta. Non c’è un vero piano e tutto è affidato all’arbitrio dell’ultimo decisore. Il presidente non è in grado di controllare pulsioni distruttive della sua maggioranza. I vertici di assessorato e Ats confliggono e questo sta creando danno. Il re è nudo ed è un pessimo spettacolo».

Più indulgenti, ma senza slanci, gli esponenti della maggioranza: «Il problema non è nelle mani di una sola istituzione – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Mura -. Ci deve essere una sinergia tra tutti i livelli del sistema pubblico nazionale e europeo. Dalla produzione alla distribuzione. Il presidente ha ragione a essere prudente rispetto alla previsione. Se si rispetteranno gli accordi sulle forniture, noi riusciremo a vaccinare».

«Siamo il primo partito della coalizione – dice Dario Giagoni, capogruppo della Lega – ed è normale che condividiamo il quadro indicato dal presidente. Confidiamo in lui e nelle indicazioni al nostro assessore Nieddu e al commissario dell’Ats. Le altre Regioni sono più avanti? Non deve essere una sfida tra regioni. Ci siamo trovati di fronte a una pandemia senza precedenti negli ultimi 100 anni. Se qualche problema c’è, non va fatto un processo a chi ha la responsabilità della gestione dell’emergenza».

Si sta facendo il possibile, quindi? «Riteniamo di si – dice Aldo Salaris, capogruppo dei Riformatori – per quanto di competenza della Regione. I deficit e le responsabilità, come giustamente ha dichiarato il Presidente Solinas, sono da ricercare nell’azione di chi sta gestendo le cose a livello nazionale. È necessario tuttavia che la macchina organizzativa sarda sia pronta per quando arriveranno tutte le dosi e si dovrà agire rapidamente per vaccinare tutti. Conflitti tra assessorato e Ats? Non sappiamo. Tuttavia l’emergenza richiede non solo che ogni soggetto istituzionale faccia al meglio il proprio dovere ma anche che ci sia piena armonia e unità di intenti. La ripresa economica della Sardegna dipende anche dal buon funzionamento della macchina della sanità».

Il presidente Solinas ha toccato anche aspetti politici e ha detto che la sua assenza al dibattito sul Recovery era motivata dall’esigenza di una riflessione ulteriore. «Sono molto sorpreso – dice ancor Gianfranco Ganau (Pd) -. Quale approfondimento? Era stato concordato il suo intervento. Ha deciso lui di non venire, forse per problemi in maggioranza. La riflessione andava fatta in aula».

«Nemmeno un vicerè spagnolo si sarebbe sognato di considerare con questo disprezzo il proprio parlamento – rincara Francesco Agus -. Solinas non si è giustificato né scusato. Aveva solo paura delle critiche della sua maggioranza».

Concorda su questo punto anche Li Gioi: «Ha avuto paura del confronto ed è gravissimo per un presidente di Regione. Se ha problemi con la sua maggioranza sbrindellata, si attivi per ricompattarla. La Lega è sempre più isolata e sta scalciando, perché col rimpasto perderà qualche posto. I Riformatori non si stanno presentando ed è la dimostrazione di una grave fibrillazione nella maggioranza».

Laconico il leghista Giagoni: «Quando si trattano temi importanti è normale che ci siano discussioni. Si sono create delle “frazioni”, non fazioni, ora bisogna raccogliere tutta la famiglia con l’unico pensiero della salute dei sardi e dell’economia della Sardegna».

Più puntuto il giudizio di Francesco Mura di Fdi: «Ci sono due considerazioni del presidente che non condivido. Innanzitutto il ruolo consiglieri: sono lì per programmare le risorse, il consiglio deve essere protagonista della programmazione. Poi sul Piano casa: la norma sulle zone umide è una porcheria frutto di un emendamento che la maggioranza ha subìto con l’azione dei franchi tiratori. Non condivido il ragionamento del presidente quando accusa il Comuni di non adeguare il Puc al Ppr. Un passaggio dell’intervista è molto brutto: spiego io al presidente perché non voglio superare l’ostacolo: perché il Ppr è una porcata e questo era stato argomento della sua maggioranza nei mesi di discussione sul piano casa».

I Riformatori sono in posizione critica rispetto al Governatore, dopo la mancata sostituzione dell’assessore Frongia: «Vogliamo continuare a dare il proprio apporto di idee e di progetti alla nostra coalizione innanzitutto, e, sui grandi temi, all’intero consiglio – dice il capogruppo Aldo Salaris -. Questo è il nostro modo di fare politica, così abbiamo sempre fatto. A questo ruolo non abbiamo nessuna intenzione di abdicare. Nelle ultime sedute si discutevano argomenti esitati dalla giunta, dalla quale siamo assenti dopo la prematura scomparsa dell’assessore Roberto Frongia lo scorso mese di dicembre. In attesa di riprendere il nostro ruolo nell’esecutivo saremo comunque come sempre attivi e costruttivi, nel portare avanti il programma di governo a cui, come tutte le altre forze politiche di maggioranza, siamo legati e leali»

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