Quasi 4.200 ettari di bosco danneggiati e 800mila alberi abbattuti. È il pesante tributo pagato dalla Lombardia alla tempesta Vaia, il disastro ambientale che nell’ottobre 2018 ha devastato alcuni dei paesaggi più belli delle Dolomiti, dalla Lombardia al Friuli-Venezia Giulia. Ma, sebbene la strada per rimarginare la ferita sia ancora molto lunga, le comunità locali hanno da subito mostrato la loro capacità di recupero e di resilienza.

Proprio in Lombardia, e più precisamente in Val Brembilla, vive Stefano Carminati artigiano tornitore socio e titolare della Angelo Carminati SNC, fra i primissimi professionisti ad abbracciare il progetto della startup VAIA.

Fondata da tre giovani under-30, Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addamo, VAIA vuole contribuire alla ripartenza delle comunità e degli ecosistemi colpiti. Quindi recupera il legno degli alberi abbattuti della tempesta e, collaborando con artigiani, falegnami e carpentieri delle zone colpite, lo trasforma in un amplificatore per smartphone di design, 100% naturale e realizzato a mano: il VAIA Cube.

vaia cube

In un’ottica di economia circolare, inoltre, per ogni VAIA Cube venduto la startup pianta un albero nei territori danneggiati dalla tempesta. L’obiettivo è di piantarne 50mila entro la fine del 2021.

Il ruolo di Carminati e del suo staff all’interno della startup è fondamentale: “Sono rimasto subito colpito dal progetto di VAIA – spiega il tornitore – Con il mio lavoro vado a completare il ruolo di Giorgio Leonardelli, socio della startup e maestro artigiano di lungo corso, perché attraverso la tornitura manuale del legno di larice realizzo il cono centrale del VAIA Cube”.

Il design del VAIA Cube è stato ideato in modo che la struttura incava del legno orienti il suono del telefono in un’unica direzione, e che la particolare lavorazione del legno ne amplifichi il timbro. Infine, la spaccatura incisa sulla parte superiore di ogni cubo, come simbolo della ferita inflitta dalla tempesta, conferisce unicità ad ogni singolo pezzo.

“Abbiamo già venduto 23mila Cube realizzati proprio con il legno degli alberi abbattuti – dice Federico Stefani, CEO e co-fondatore della startup VAIA –. Fino all’anno scorso il nome Vaia faceva pensare solo alla devastazione causata dalla tempesta. Ora invece vi si associa anche la nostra realtà imprenditoriale, e quindi pure una valenza positiva, di rinascita e resilienza. Il VAIA Cube è un prodotto artigianale e 100% Made in Italy, un progetto di economia circolare e quindi anche una visione di futuro”.

Conferma Carminati: “Per me VAIA è molto più di semplice business. Mi ha permesso di incontrare un gruppo di lavoro coeso, promotore di un progetto in cui credo, con cui sento di contribuire in modo concreto alla salvaguardia del nostro ecosistema e delle nostre valli, che per noi sono un patrimonio di valore indiscusso e immenso”.

vaia cube

La startup ha un e-commerce grazie al quale vende in tutto il mondo ma, con lo scopo di dare un contributo ai commerci dei territori in un momento estremamente delicato, sta puntando molto anche sui punti vendita fisici, e i suoi Cube sono già sbarcati in 38 negozi distribuiti in 11 regioni italiane.

Quattro i capoluoghi lombardi in cui sono arrivati i VAIA Cube: Sondrio, Brescia, Bergamo, Mantova. E il progetto piace anche a Milano, dove si è concentrato ben il 17% degli ordini online durante il periodo natalizio, e dove la startup VAIA è attualmente al lavoro per confermare l’arrivo dei Cube in altri negozi.

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