SASSARI. Un milione per il ponte di Rosello. Questa la cifra necessaria per mettere mano ai 150 metri di viadotto, costruito per volere di Benito Mussolini per collegare il nucleo storico della città con il nascente quartiere popolare di Monte Rosello, scavalcando le valli e l’omonima fontana. Cifra che Palazzo Ducale ha chiesto venga finanziata dopo aver avviato nei giorni scorsi l’iter procedurale indispensabile.

La mossa è stata l’approvazione in giunta del “Documento preliminare alla progettazione per la messa in sicurezza e risanamento conservativo del ponte Rosello”, per dare gambe al quale è stato chiesto e ottenuto un finanziamento per servizi di ingegneria e architettura di 180mila euro con decreto del Ministero dell’Interno dello scorso 7 dicembre.

«Dopo le azioni intraprese sul Riu Giuncheddu e Riu Calamasciu – commenta soddisfatto l’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Meazza – si tratta di un altro passo avanti che l’Amministrazione sta facendo per mettere in sicurezza le opere le infrastrutture importanti della città».

L’operazione è delicata. Il viadotto del Rosello (tecnicamente i ponti sono solo quelli che scavalcano corsi d’acqua) infatti è una struttura storica, realizzata dall’ingegner Tullio Serra (lo stesso che costruì il teatro Verdi) e inaugurata in pompa magna nel 1934 (venne definita una delle più audaci strutture dell’epoca) con il nome di “ponte Littorio”, conserva ancora ben visibili i sei fasci littori in bronzo che adornano le balaustre e, ai lati, le campane che durante periodo fascista segnalavano il coprifuoco. È struttura di rilevanza storica e vincolata ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Lungo complessivamente 152 metri ha un impalcato di due distinti tronchi simmetrici di lunghezza ciascuno di 76 metri e larghezza di 13 metri. I due distinti tronchi sono formati da un impalcato a tre campate continue ad arco ribassato, realizzato interamente in calcestruzzo armato e gettato in opera, la campata centrale è del tipo a cavalletto, con una luce pari a 40 metri, appoggiata su due pile intermedie e presenta due sbalzi laterali di cui uno verso la spalla ha luce pari a 16 metri, uno verso la mezzeria del viadotto ha luce pari a 20 metri. E le problematiche di staticità e l’assenza decennale di interventi manutentivi straordinari, oltre all’assenza di certificazioni di collaudo ufficiali, lo hanno reso “privo di categoria”, e non hanno consentito di classificarlo come opera a rilevanza strategica, quelle che durante eventi calamitosi assumono rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, e che hanno accesso a un dedicato iter per finanziamenti di manutenzione e potenziamento, di cui il ponte ha invece assoluto bisogno.

Problema che si potrebbe risolvere proprio grazie all’intervento di progettazione «che consentirà – sottolinea l’assessore Meazza – di avviare il risanamento strutturale e la valutazione di vulnerabilità sismica e il collaudo con riclassificazione del ponte in prima categoria. Con l’ottenimento del finanziamento e della approvazione da parte della Giunta del Documento preliminare alla progettazione si potrà ora procedere all’avvio della procedura di affidamento dei servizi di ingegneria. L’importo stimato per i lavori ammonta a 935mila euro per cui è stato richiesto il finanziamento».

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