Genova. La Procura apre le indagini e avvia un approfondimento sulla gestione dell’elisoccorso in Regione Liguria, grazie all’esposto che l’avvocato Daniele Pomata ha depositato per conto di Stefano Giordano e Costantino Saporito, dirigenti nazionali USB VVF.

USB congela lo stato di agitazione e lo sciopero nei confronti del Dipartimento VVF, una scelta di responsabilità e di rispetto verso la giustizia e le indagini in corso.

Proprio in questi giorni – scrive l’Usb – le risorse esigue ma allo stesso tempo la frequentazione dei corsi per pilotare e gestire i nuovi velivoli, hanno certificato l’inattività operativa del Reparto Volo ligure dal lunedì al venerdì, lasciando di fatto scoperto l’intero territorio regionale dal soccorso tecnico urgente, specialmente in mare dato che il primo velivolo operativo è dislocato a Luni presso la base della Guardia Costiera a circa 30 minuti di volo dal capoluogo ligure.

Si sono registrati negli ultimi tempi alcuni piccoli inconvenienti di volo, laddove altri sono stati però più “sostanziosi”, che per anni non si erano mai manifestati così frequentemente nel Reparto Volo ligure. Inconvenienti conclusisi tutti fortunatamente con un lieto fine ma che hanno portato il poco personale operativo rimasto a riflettere sull’accaduto, cercando di trovarne le cause e intraprendendo azioni correttive ma non nascondendo la preoccupazione per la situazione di stress che si è venuta a creare nel corso del tempo e che sembra destinata a crescere.

Un servizio che dagli anni Novanta è un esempio vincente, dal punto di vista del soccorso tecnico sanitario, su tutti gli scenari emergenziali. Si tratta di una sinergia totalmente a carattere pubblico, che a qualcuno risultava purtroppo indigesto: per amor di cronaca, vogliamo ricordare solo l’origine che di fatto ne ha certificato il suo smantellamento, continua il sindacato che in una nota ripercorre le tappe della vicenda.

L’amministrazione VVF centrale sembra da una parte intenzionata a valorizzare il soccorso a persona, che comunque resta per legge tra i primi compiti istituzionali, ma non appare intenzionata a integrarlo e completarlo, introducendo negli equipaggi di volo la “figura” del medico che al momento non è presente negli organici del Corpo Nazionale, ma che si può trovare direttamente sui territori stringendo appunto collaborazioni proprio come nell’esempio ligure.

Usb ha più volte ribadito che il modello ligure sarebbe da proporre in tutti i reparti volo VVF, un’ottimizzazione e la valorizzazione di professionalità e di mezzi dello Stato, che di fatto esistono (con o senza collaborazione sanitaria), per raggiungere l’obbiettivo sancito per legge nei compiti istituzionali, il soccorso alla popolazione in tutti i suoi aspetti.

“Ora non ci resta che supportare ulteriormente la Procura al fine di rendere trasparente la gestione di questo servizio che risulta un prodotto molto appetibile per i profitti di pochi soggetti, a discapito della spesa pubblica e del soccorso”, concludono dal’Usb.

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