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I segni scelti sono gli stessi, simbolici, carichi di malinconia, ma anche di speranza. La malinconia della mancanza, la speranza dell’attesa. I simboli che Salvo Corea e Francesco Passafaro hanno scelto nella serata in cui si prova a far parlare della crisi in cui versa il mondo dello spettacolo, sono sedie vuote e tavoli messi al centro di un palcoscenico che non calca più nessuno.

Il centro polivalente di via Fontana Vecchia ed il teatro Comunale, hanno puntato i riflettori su quelle sedie e quel tavolo, che a guardarli così , sembrava davvero che ci fosse qualcuno ad aspettare. Aspettare un pubblico che manca da più di un anno, aspettare l’occasione per permettere ad attori più o meno esperti di esprimersi, di raccontare storie e vita come solo su un palco si può fare. Manca il teatro e mancano le arti visive in ogni loro forma. Eppure la speranza non abbandona chi ci ha creduto, chi della cultura ha fatto una ragione di vita. Facciamo luce sul teatro, come dicono Salvo Corea e Francesco Passafaro, non risolverà il problema della crisi in cui versano le strutture, ma sicuramente aiuta a dire che loro ci sono ancora, pronti a ricominciare ad alzare un sipario sul palco ma soprattutto su una nuova vita.

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