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Finalmente una buona notizia: i pazienti oncologici che risiedono nei comuni che fanno parte dell’Ambito territoriale di Campobasso e Riccia-Bojano potranno presentare la domanda per accedere al contributo di 250 euro erogato dalla Regione per acquistare una parrucca. Diecimila euro la quota assegnata per coloro che risiedono nei centri che rientrano nei due ambiti.

Ad annunciarlo l’amministrazione comunale del capoluogo: da oggi, 22 febbraio, chi possiede i requisiti previsti dell’avviso della Regione Molise e un reddito (Isee) inferiore ai 20mila euro può accedere al rimborso.

Si attendeva da tempo che le somme venissero sbloccate dall’ente di via Genova, che era stato sollecitato in tal senso lo scorso ottobre dalla consigliera regionale Aida Romagnuolo che aveva promosso l’iniziativa.

Parrucche oncologiche, il rimborso a chi perde i capelli per la chemioterapia bloccato da un cavillo

 

Lo scorso 11 febbraio la Regione Molise ha approvato ha approvato (con propria determinazione dirigenziale n. 805) il modello di domanda unico regionale per l’accesso ai contributi previsti con la deliberazione di Giunta regionale numero 496 del 23 dicembre 2020 (in attuazione della legge regionale n. 6/2020).

E l’Ambito territoriale sociale di Campobasso ha provveduto a pubblicare l’avviso unitamente al modello unico di domanda sui siti dell’ATS di CB e su quello dell’ATS Riccia-Bojano.

“Potranno essere presentate le istanze da tutti i residenti dei Comuni facenti parte dell’ATS di Campobasso e di quello Riccia-Bojano con un ISEE ordinario non superiore a 20mila euro e aventi i requisiti di cui al citato Avviso pubblico, mediante il modello unico allegato”.

Qui il modulo per richiedere i contributi per le parrucche oncologiche

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente alla pec del Comune di Campobasso a partire da oggi, 22 febbraio fino al 22 aprile. 

“Saranno rimborsati i costi sostenuti per la parrucca, fino ad un massimo di 250 euro. Le domande – riferiscono ancora dal Comune di Campobasso – verranno istruite a sportello ed inviate in Regione fino ad esaurimento delle risorse disponibili”.

 

 

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