Genova. Il problema non è soltanto la carenza delle dosi di vaccino, arrivate in misura minore del previsto e finora solo promesse, ma anche la carenza di mani in grado di inoculare le dosi che ci sono. Tanto che il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è deciso a lanciare un messaggio al governo Draghi.

“Accelerare le forniture ma anche mandare un po’ di personale per dare una mano – dice il governatore – oggi ho scritto ai direttori generali delle aziende sanitarie di aumentare il lavoro domenicale ma rendiamoci conto anche del numero di tamponi e del lavoro negli ospedali”.

Come dire: non basta la materia prima. Non basta la logistica. Esiste un problema di personale. E se è vero che nei prossimi mesi un’accelerata potrà arrivare dall’accordo trovato tra il governo e i medici di famiglia (per 6 euro a iniezione si occuperanno di vaccinare i propri pazienti, con il farmaco Astrazeneca di cui dovrebbero arrivare 13 milioni di dosi nel prossimo mese), resta il fatto che al momento lo sforzo organizzativo non potrà andare oltre quelle 19 mila somministrazioni alla settimana annunciate dalla Regione e da Alisa.

Da oggi intanto a Genova e provincia, oltre ai punti “vax” già attivi (Evangelico, Quarto, Gaslini, Gallino) si aggiungono altri cinque ambulatori per la vaccinazione degli over 80: San Martino e Galliera soprattutto, ma anche Celesia (Rivarolo), Fiumara, villa Doria a Struppa. Da oggi anche i mezzi Amt, oltre che le corriere ex Atp, saranno gratuiti per le persone che vanno a vaccinarsi.

In settimana entreranno in funzione anche gli spot di Ronco Scrivia e Rossiglione, e poi Recco, Arenzano, Casella e Busalla.

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