Bergamo, le valli e i laghi bergamaschi uniti. Per cosa?

Per la creazione di un distretto del cibo come “esempio di integrazione e di diversificazione tra città collina, campagna e montagna, tra paesaggio del cibo e aree residenziali e industriali, tra capoluogo e periferie”, si legge nell’ordine del giorno a firma del sindaco Giorgio Gori presentato e discusso nella seduta del consiglio comunale di lunedì 22 febbraio.

“Il nascente Distretto del Cibo della zona omogenea di Bergamo, Valli e Laghi comprende produzioni di ortaggi, erbe aromatiche e officinali, frutta, miele, cereali, carni, latte, formaggi, vino, olio ecc., per le famiglie, per la ristorazione e per la trasformazione e conservazione e risulta un distretto con forte vocazione del cibo di filiera di qualità, inserito in un ecosistema ricco di biodiversità da preservare e in grado di soddisfare una parte della domanda di prodotti agricoli freschi, sostenibili, sani, salubri, accessibili, di qualità, con riferimento a Bergamo e dintorni”, continua il testo, approvato all’unanimità nella seduta consigliare ritornata in presenza dopo tanti mesi in modalità a distanza.

Il Comune di Bergamo sarà capofila del progetto e, anche, “promotore verso gli altri Comuni all’interno del territorio di competenza del Distretto, così come declinato nei provvedimenti regionali, intraprendendo tutte le iniziative necessarie finalizzate all’avvio del procedimento per la presentazione della domanda di accreditamento del Distretto del Cibo dell’area omogenea Bergamo, Valli e Laghi”.

La creazione del Distretto potrà, anche, “favorire anche circuiti virtuosi di economia circolare e sostenibile sul territorio, in particolare avviando rapporti di collaborazione con il nascente Distretto di economia solidale”.

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