mosaico gesù

di don Mario Colavita

 

Chi è Gesù? È la domanda che fa da sfondo al vangelo di Marco. Domandarsi dell’identità di questo predicatore della Galilea del I secolo è l’essenza del vangelo.

Il discepolo è chiamato a scoprire, gradualmente, questa identità, a farne l’esperienza, ad ascoltare.

Chi è Gesù?, è la voce del padre che ne conferma l’identità: è il figlio mio, l’amato! Gesù è il figlio di Dio l’unigenito del Padre.

Da questa rivelazione, da questo dato della fede creduta, possiamo entrare nella comprensione della seconda tappa della quaresima e salire con Cristo sul monte.

In realtà la simbolica del monte fa da sfondo a molte scene bibliche, tra tutte cito la più nota quella del monte Sinai, il monte dove Dio ha donato la legge, la Torah, l’insegnamento.

Nel libro dell’Esodo troviamo scritta questa forte esperienza di Mosè, sul monte riceve la rivelazione di Dio assieme ad  Aronne, Nadab e Abiu: “La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube.  La gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna” (Es 24,16-17).

Anche Pietro, Giacomo e Giovanni fanno l’esperienza della rivelazione del Figlio di Dio, vedono la luce, le vesti bianchissime e ascoltano la voce del Padre: “questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo” (Mc 9,7).

Sono così contenti e commossi da essere spaventati, non comprendono; scendendo dal monte Gesù dice loro parole strane e misteriose di morte e risurrezione dai morti e ordina loro il silenzio finchè non fosse risorto dai morti.

La seconda domenica di quaresima ci chiede di lavorare su noi stessi, purificare le nostre passioni, il nostro intelletto per poter vedere e ascoltare meglio.

La fede nasce dall’ascolto di Dio, scrive san Paolo ai Romani (Rm 10,17), è relazione con l’altro che parla: solo un cuore disposto e aperto alla parola può iniziare un cammino di conversione.

Abramo, Isacco, Giacobbe, i profeti hanno tutti esercitato l’arte dell’ascolto non sempre facile, ascoltare è un’operazione faticosa e difficile, porta a volte alla stanchezza ma è necessaria per un cammino di fede.

La quaresima ci stimola al ricordo del nostro impegno battesimale. La veste bianca ricevuta ci impegna nel cammino e a lavorare su noi stessi. C’è una preghiera che dice: Signore Gesù, donami di proseguire il cammino iniziato nel giorno del Battesimo; donami di lasciarmi accompagnare e di ascoltare con fedeltà la tua Parola; donami  la fiducia del discepolo che nell’ora della prova, nella notte, ricorda il tuo volto luminoso.

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