Domus Aurea

È tornata alla ribalta delle cronache la Domus Aurea, la clinica per anziani di Chiaravalle tristemente nota perché scenario di un focolaio da Covid-19 che, durante il primo lockdown un anno fa, fece registrare 28 morti tra gli anziani ospiti della struttura.

La casa di cura fu immediatamente chiusa, l’Asp di Catanzaro ne sospese l’accreditamento e ne conseguì una controversia giudiziaria che portò i legali della società (la Salus M.C.) a fare istanza al Consiglio di Stato perché l’Asp rivedesse la sua posizione.

Domani la Domus Aurea riaprirà. Ci sono già una decina di ospiti in attesa. E lo farà poiché il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, rimandando alla Regione Calabria la decisione sulla revoca dell’accreditamento.

«Quello subito dalla Domus Aurea è stato un vero e proprio accanimento» ha dichiarato il titolare dell’Rsa, Domenico De Santis il quale, ai microfoni di Catanzaro Informa, denuncia: «Avevo chiesto aiuto e mi hanno risposto che non potevo, che era illegale, mentre le persone stavano morendo»

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