L’esclusione dell’Ospedale di Lovere dai presidi utilizzati come punti di vaccinazione sul territorio ha suscitato molte perplessità e lo sconcerto del sindaco di Lovere Alex Pennacchio, che più volte ha sollecitato ASST e ATS a farsi carico del problema offrendo la collaborazione dell’Amministrazione comunale, come già avvenuto in passato quando venne istituito il punto di riferimento zonale per la somministrazione dei tamponi rapidi, attualmente ancora attivo presso il Centro Civico Culturale.

“Già dalla prima settimana di febbraio – dichiara il sindaco Pennacchio – ci eravamo attivati presso ATS e ASST per evidenziare i disagi degli over 80 del nostro territorio e per sollecitare la creazione di un punto vaccinale a Lovere che servisse tutta la zona dell’Alto Sebino. Verso la metà di febbraio ci è stato comunicato che la proposta era ancora in fase di valutazione in quanto venivano rilevate alcune criticità dovute agli spazi presso l’Ospedale di Lovere e alla carenza di personale medico e infermieristico a copertura dei turni di servizio per le vaccinazioni. Ci siamo così adoperati per individuare, in alternativa all’Ospedale, immobili di proprietà comunale che potessero essere utilizzati allo scopo e in data 22 febbraio abbiamo segnalato tramite mail ad ATS e ASST la disponibilità da parte del Comune di offrire gratuitamente l’Auditorium comunale di Villa Milesi, già reso disponibile nei mesi scorsi per la somministrazione dei tamponi, e la palestra comunale che, per gli ampi spazi e la presenza di 2 ingressi distinti, può garantire ottimi margini di sicurezza e funzionalità. Per quanto riguarda la carenza di personale medico e sanitario abbiamo fatto presente che sul territorio dell’Alto Sebino ci sono cooperative che da anni operano in campo sanitario e che potrebbero integrare il numero del personale medico e infermieristico di ASST. A ulteriore rinforzo per la copertura dei turni, si potrebbe interpellare il personale medico e infermieristico delle 3 case di riposo del territorio (Lovere, Costa Volpino e Sovere) per chiedere la loro disponibilità ad operare al di fuori dei loro turni nelle Rsa. In questi giorni è stato coinvolto anche l’Ambito dei Sindaci e la Comunità Montana che ha inoltrato la richiesta di istituzione di un punto vaccinale sul territorio, a ulteriore supporto delle istanze del Comune di Lovere”.

E prosegue: “Certo lascia molto perplessi il fatto che, a distanza di un anno dall’inizio dell’epidemia, ci sia ancora una tale lentezza nel prendere le decisioni e nell’affrontare problemi che erano prevedibili già da tempo, soprattutto quando si riscontra che in valle l’ASST di Vallecamonica ha aperto ben quattro punti di vaccinazione uno dei quali a Pisogne, che dista una manciata di chilometri da noi. Attualmente siamo in attesa di una decisione risolutiva da parte di ASST BG Est che dimostri sensibilità verso il grave disagio che i nostri anziani stanno vivendo in questi giorni di apprensione e di grande incertezza”.

(foto Gianmaria Barone Wikipedia)

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