centro impiego

Da sempre il Centro per l’impiego del capoluogo è stato al centro di discussione e polemica. Un incubo spesso per l’utenza che, per diritto, doveva avere informazioni e pratiche. Giornali e televisioni se ne sono occupate per le file interminabili a cui venivano costretti i cittadini che si trovavano a prendere il famoso “numerino” all’alba pur di riuscire ad ottenere quello che serviva. Ma oggi non si parla più della calca che quotidianamente affollava l’ufficio sito nel quartiere Sala, ma peggio ancora alla sua “inesistenza”. Una storia triste, tristissima che offende i cittadini del capoluogo. Infatti da mesi l’ufficio è completamente abbandonato. Basta dare uno sguardo all’edificio e il degrado fa da scenario. Erba, sporcizia, cancello chiuso e la comunicazione agli utenti che “sara’ chiuso fino a nuove disposizioni”. Da mesi i dipendenti stanno lavorando in smart working causa covid 19 cercando di ottemperare al disagio e, pare, che a turnazione vadano a lavorare in presenza in quel che è divenuto uno stabile da terzo mondo. Questo quanto emerge da alcune informazioni mentre da parte degli utenti la realtà è tutt’altra. Da mesi cercano tramite telefono o pec di mettersi in contatto con l’ufficio ma nessuno risponde. Quindi inefficienza o assenza totale. Come mai appare in questo stato? Di chi è la responsabilità? Per quanto tempo ancora l’utenza deve sopportare tale inefficienza? E soprattutto il primo cittadino è consapevole dello scenario di degrado che contorna quello che è un ufficio fondamentale per la città?
Mentre tutto tace a pagare le conseguenze sono sempre i cittadini, che per avere un semplice documento attendono mesi e mesi senza avere nemmeno una risposta.

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