Sant'Anna

“Le scrivo per sollecitarla a vigilare affinché la vicenda del S. Anna Hospital, di cui lei è notoriamente affezionato amico, possa concludersi. Venerdì scorso siamo stati sotto le sue finestre in attesa che il dr Longo tenesse fede alla parola data solo per sentirci dire che ci sono ancora passaggi burocratici; il commissario ha nuovamente preso tempo come un debitore messo alle strette dai creditori, promettendo qualsiasi cosa, rassicurando, dando appuntamento da qui a due tre giorni, lasciandoci ancora una volta con la spiacevole sensazione di essere le vittime di uno scherzo di cattivo gusto”. Parole del cardiochirurgo del S.Anna Hospital Alessandro Testa che manda una lettera aperta al presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì.

È chiaro che il dottor Longo, oltre a fare promesse con troppa facilità, non ha nessun potere concreto sulla questione che invece rimane nelle mani del  Dipartimento Tutela della Salute: è in quegli uffici che la nostra faticosa rincorsa a editti illegittimi e prescrizioni da barzelletta è giunta ed è da quelle scrivanie che dovrà partire la certificazione di accreditamento che il dottor Longo si limiterà a firmare, probabilmente senza neanche capire cosa sta facendo.

Faccio appello a lei, signor presidente, affinché eserciti l’autorità di massima figura politica sull’unico settore dell’amministrazione sanitaria calabrese attualmente controllato dalla politica; la direzione del dipartimento è di nomina politica, e dalla politica dovrebbe ricevere gli impulsi necessari a fare con solerzia il proprio lavoro.

Mi aspetto che qualcuno mi dica che la pratica deve compiere altri complicati percorsi. I gradini di questa triste scala compaiono dal nulla, e ormai siamo a livello del suo piano direzionale. Sappiamo che il momento è impegnativo e che lavorate senza sosta, ma qui non c’è nulla da lavorare: ci sono una delibera da redigere e una firma da apporre.

Non ci sono alibi, presidente: ci faccia tornare al nostro posto di sanitari che in una temperie così difficile è assurdo non poter occupare

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