“Ancora una volta i decreti del governo hanno dimenticato i lavoratori stagionali dell’agricoltura, i florovivaisti, forestali e gli addetti degli agriturismi, che nei mesi tragici della Pandemia, anche a Bergamo, hanno contribuito a garantire che non mancasse cibo sugli scaffali di negozi e grande distribuzione”: è la denuncia di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Bergamo.

Anche sul territorio provinciale, come nel resto del paese, gli addetti – circa 5mila – faticano a raggiungere le coperture necessarie degli ammortizzatori sociali agricoli. Per questo il sentimento diffuso tra i lavoratori del settore è quello di ““profonda ingiustizia: prima il Governo Conte, ora il Governo Draghi, zero sostegni Covid e zero diritti” spiegano Gianluigi Bramaschi di Fai-Cisl, Valentino Rottigni di Flai-Cgil e Rossella Valente di Uila-Uil di Bergamo.

Per loro è arrivato il momento della protesta: sabato 10 aprile, dalle 9 alle 11, davanti alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso, si terrà un presidio durante il quale i rappresentati sindacali chiederanno di venire ricevuti dal Prefetto. Accadrà in molte città del Paese, nell’ambito di una mobilitazione che sarà nazionale.

“Chiediamo il trascinamento delle giornate di disoccupazione agricola dell’anno 2019 anche sul 2020 per garantire il diritto agli ammortizzatori anche a chi a causa della pandemia non abbia raggiunto il minimo delle giornate lavorate – proseguono i tre sindacalisti -. Chiediamo l’estensione agli stagionali dell’agricoltura del bonus e la sua compatibilità con il reddito di emergenza. Chiediamo l’estensione della NASPI ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi agricoli. Chiediamo che il Governo sostenga la clausola sulla condizionalità sociale della Politica Agricola Comune (PAC) per vincolare sostegno e finanziamento a chi rispetta e applica i contratti di lavoro”.

“Respingiamo il tentativo di ulteriore semplificazione dei voucher in agricoltura che avrebbe gravi ricadute sulle tutele, sulla salute e sui diritti dei lavoratori agricoli – continuano i sindacalisti -. Chiediamo uno sforzo per condivide la necessità di rinnovare in modo dignitoso i Contratti Provinciali dei lavoratori agricoli e florovivaisti scaduti ormai da quindici mesi e i Contratti dei lavoratori forestali. Chiediamo, dunque, al Governo un cambio di passo o siamo pronti a continuare le mobilitazioni”.

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