Genova Dopo questi tre giorni di festività segnata da un nuovo lockdown nazionale, in tutto il paese torna il sistema dei colori per regolare le restrizioni in base alla situazione sanitaria legata alla pandemia da Covid. Ma rispetto ad altre regioni la Liguria si è svegliata divisa in due, con Imperia e Savona rosse, almeno fino all’11 aprile, mentre Genova e La Spezia sono tornate all’arancione. E se da un lato si parla di reintrodurre le zone gialle, per quanto riguarda la nostra regione bisognerà invece sperare che i dati del ponente, per il combinato disposto tra incidenza dei contagio, posti letto negli ospedali e terapie intensive occupate, non trascinino tutta la regione verso situazioni peggiori.

Genova rimane quindi aggrappata alla sua zona arancione, dove, seppur con diverse restrizioni, si possono svolgere tutta una serie di attività, economiche e non, nella speranza poi di poter “ripartire” con l’arrivo della bella stagione.tonalità più intense. Ma vediamo cosa cambia (e non cambia) a partire da oggi, martedì 6 aprile.

Circolazione 

In arancione si può uscire liberamente di casa (non serve autocertificazione) ma bisogna sempre restare all’interno del proprio comune di residenza. Deroghe per i piccoli comuni per cui è concesso uscire restando entro 30 chilometri. Negozi aperti. Bar e ristoranti lavorano solo con attività da asporto o delivery.

Seconde case ancora off limits: rimane in vigore fino a domenica 11 aprile l’ordinanza firmata dal governatore Toti che dispone su tutto il territorio ligure il divieto di raggiungere le seconde case e i beni assimilabili come barche o roulotte con il mantenimento in zona rossa.

Scuola

In Liguria la Dad sarà al 100% alle superiori almeno per tutta questa settimana, si vedrà poi dal 12 aprile. Nelle settimane scorse Toti aveva auspicato una ripartenza su vari fronti a partire da quello delle scuole ma bisognerà capire se invece non si sceglierà ancora una linea di cautela. Elementari e medie sono in presenza.

La dad riguarda le superiori statali e paritarie, oltre che la formazione professionale (IeFP), gli istituti tecnici superiori (Its) e i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts). Esclusivamente nell’imperiese e nel savonese, il mantenimento della zona rossa fino all’11 aprile comporta la didattica a distanza al 100% anche per la seconda e la terza media (scuola secondaria di primo grado).

Viaggi

Non solo fino al 6 aprile – ma fino al 30 – chi torna da un Paese dell’Ue deve rimanere in quarantena per cinque giorni e può uscire soltanto dopo un tampone negativo. Lo ha stabilito un’ordinanza del ministero della Salute.

Inoltre Regno Unito, Irlanda del Nord, Austria e Israele tornano nell’elenco degli “stati sicuri”: questo significa che non sarà più obbligatorio rimanere in isolamento fiduciario per due settimane ma basteranno 5 giorni come per gli altri Paesi. La procedura per chi torna prevede inoltre il test negativo effettuato prima dell’ingresso in Italia, il già citato isolamento per 5 giorni: per tornare alla vita normale serve poi l’esito negativo di un altro tampone, antigenico (rapido) o molecolare.

Vaccini e obbligo

Da oggi, 6 aprile, entrano in vigore le misure dell’ultimo decreto a firma Draghi e quindi scatta l’obbligo vaccinale per medici, infermieri, farmacisti e tutti gli operatori della sanità che svolgono mansioni a contatto con il pubblico.

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