Genova. Il progetto di adeguamento della linea ferroviaria del Campasso sarà sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale. Lo ha deciso la giunta regionale della Liguria dopo l’incontro della settimana scorsa tra il comitato Liberi cittadini di Certosa e i capigruppo delle forze politiche in Consiglio.

Tra le motivazioni elencate nel decreto dirigenziale si legge che il progetto, “localizzato in ambito urbano di elevata densità, comporta impatti significativi e negativi sull’ambiente riguardo, in particolare, al clima acustico-vibrazionale sia nella fase di realizzazione sia in quella di esercizio”, ma anche che gli interventi relativi al parco Campasso, che “prevedono la realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche di area dedicata al transito di vagoni che possono contenere merci pericolose, risultano inammissibili ai sensi dell’art. 94 comma 4 del d.lgs. 152/06 e s.m.i. (lettere d) ed m)) ed in contrasto con l’art. 21 comma 5 delle Norme di Attuazione del PTA vigente, in quanto ricadenti all’interno dell’area di rispetto di pozzi ad uso idropotabile”.

Inoltre “è necessario approfondire l’analisi degli aspetti riguardanti la complessità della cantierizzazione e sulle ripercussioni sulla qualità della vita degli abitanti dell’area vasta, nonché sulla sicurezza intrinseca dell’opera, dato il contesto urbano nel quale è inserita”.

Si tratta della linea ferroviaria, già esistente ma dismessa agli inizi degli anni Duemila, che collega il porto di Genova al bivio Fegino e quindi al futuro Terzo Valico. I cittadini, come documentato da Genova24 negli scorsi mesi, sono preoccupati per il passaggio dei treni merci vicino alla case di Sampierdarena e di Certosa, sia per l’inquinamento acustico (che gli stessi studi commissionati da Cociv riconoscono superiore ai termini di legge) sia per il possibile passaggio di merci inquinanti o esplosive a pochi metri delle abitazioni. I comitati hanno chiesto di ripensare l’uso della linea come metropolitana per passeggeri, destinando alle merci la linea “sommergibile” che ha già questa funzione, o di prevedere un tunnel a protezione dei binari.

Vinta una battaglia, ora ci vorrà ancora più partecipazione da parte di tutti e di ognuno per  fare insieme un ulteriore passo avanti verso la tutela del  diritto all’informazione, alla partecipazione perché venga garantita la sicurezza e la salute  di tutti e di ogni cittadino che verrebbe interessato dall’opera – è il commento di Fabrizio Maranini, presidente della seconda commissione del Municipio Centro Ovest -. Il progetto stranamente si ferma al fronte sud della galleria Sampierdarena tralasciando tutto il resto della linea verso il porto, infatti il tratto sottostante la rampa di accesso e della Sopraelevata, la stazione ferroviaria  di via di Francia, la zona dove sorgerà Esselunga, le torri faro e la caserma dei vigili del fuoco in San Benigno non vengono minimamente considerate”.

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