Genova. “Trattative improprie” per cambiare vaccino, da AstraZeneca a Pfizer o Moderna, ritenuti più sicuri. E una maggiore concentrazione di prenotazione sui centri che non somministrano AstraZeneca, come quello di San Benigno che da questa notte prolunga l’orario di apertura fino alle 2. Sono gli effetti della psicosi sul siero anglo-svedese riferiti in conferenza stampa dal presidente ligure Giovanni Toti prima del vertice Governo-Regioni dal quale potrebbero emergere quelle limitazioni che invece non ha prescritto l’Ema nel pomeriggio.

“Il direttore generale di Asl 3 Bottaro mi ha parlato di una più diffusa fatica nei centri in cui si somministra AstraZeneca rispetto a quelli in cui si somministra un altro genere di vaccini – ha spiegato Toti -. Le disdette vere e proprie ieri non erano significative, immagino che si aggirino intorno all’1-3%”. Oggi, però, dai medici di medicina generale del Tigullio arrivavano ben altre cifre, con stime che parlavano di forfait intorno al 20-30% per chi doveva vaccinarsi con AstraZeneca.

E poi c’è un altro fenomeno. Sempre più persone cercano di cambiare vaccino, non solo in fase di prenotazione ma anche una volta arrivati all’hub. È il caso della Fiera, dove ci sono più linee di prodotto: “Ci è stata segnalata una certa fatica del personale amministrativo alle accettazioni su una trattativa impropria, talvolta, un tentativo di passare da uno ad altro vaccino, data la reputazione che abbiamo costruito intorno ad AstraZeneca peraltro comprensibile”, conferma Toti.

Il messaggio tuttavia è chiaro: “Non si può scegliere vaccino. Chi ha diritto ad AstraZeneca fa AstraZeneca, chi ha diritto a Pfizer fa Pfizer. Almeno in questa fase le regole sono rigorose”. A ben vedere il meccanismo non è così rigido. Già negli scorsi giorni, per far fronte al taglio del 70% sulle dosi AstraZeneca, sono stati dirottati su hub, medici di famiglia e farmacie anche vaccini Moderna e Pfizer, tanto che in alcuni centri non si somministrano più vaccini AstraZeneca, anche se il pubblico di riferimento dovrebbe ricevere quelle dosi stando al piano vaccinale.

Nel frattempo Toti vuole spingere l’acceleratore dirottando sui centri più produttivi le dosi a disposizione. “Credo che possa aumentare di molto la produzione. La settimana scorsa abbiamo fatto circa 60mila dosi, ma vorrei arrivare rapidamente a 73mila entro e non oltre metà aprile. L’ho già detto ai direttori generali e ho riunito tutti quanti domani mattina. O tutti rispettano i loro obiettivi oppure abbiamo la possibilità di far entrare nel circuito 75 nuove farmacie che hanno già chiesto di inserirsi, così come i medici di medicina generale vorrebbero avere più vaccini. La prossima settimana contiamo di arrivare a 65mila e nella settimana successiva a 73mila”.

“Soprattutto le aziende che hanno avuto performance più basse devono muoversi“, aggiunge il governatore. E il riferimento è alle dosi Moderna accantonate nel Ponente, alla Asl 5 spezzina dove però il nuovo hub di Sarzana “colmerà il gap di somministrazione”. In ogni caso “mantenendo questo passo arriveremmo comunque in 2-3 settimane al consumo quasi totale delle scorte accumulate, ma ogni ora che perdiamo è qualcuno che acquista l’immunità una settimana più tardi e vorremmo chiudere la partita nel più breve tempo possibile”.

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