Le saracinesche aperte. I cartelli appesi sulle vetrine del quartiere Carrassi con un’indicazione molto chiara: “Io apro, abbiamo il diritto di lavorare”. Dopo la manifestazione di Roma i commercianti tornano a protestare. Lo fanno con un’iniziativa simbolica annunciata da giorni e che ha coinvolto diverse associazioni di molte città italiane: tenere aperti i negozi, anche quelli che in zona rossa dovrebbero restare chiusi, senza vendere. “Lo Stato ci ha ridotto in mutande” è il cartello affisso su due manichini in Corso Benedetto Croce.

Del resto i numeri del contagio continuano a salire. Quella dei commercianti non è una negazione della situazione sanitaria ma una critica alle strategie di contenimento poste in essere. Per esempio sulla distinzione tra categorie merceologiche o sul fatto che in alcuni casi le chiusure favoriscano l’abusivismo e quindi una maggiore circolazione del virus in ambienti non controllati.

L’associazione “La Formica”, che ha organizzato l’iniziativa su Bari dopo aver partecipato al Corteo di Roma ha fatto sapere, per bocca del suo presidente Mimmo Tarantini, che le proteste proseguiranno anche nei prossimi giorni.

L’articolo Bari, protesta dei commercianti a Carrassi: “Io apro, lo Stato ci ha ridotto in mutande” proviene da Telebari.

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